Rassegna storica del Risorgimento

VIAGGIATORI AMERICANI ITALIA 1834-1883
anno <1967>   pagina <534>
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Howard lì. Marraro
La Toscana e, naturalmente, Firenze rimanevano l'attrazione maggiore dei viaggiatori unie.rieani. Il Duyekinck fu impressi munissimo dalla famosa piazza eli Pisa che egli pensava meritava la fama godala. Notava che la cattedrale era più grande di quella di Lacca, con il transetto pia lungo mai visto. Pietro era un vero museo di pittura e scultura, a cominciare dalle magnifiche porte di bronzo per arrivare agli affreschi sulla volta. Magnifico il pulpito di marmo, ma molto inferiore a quello del battistero, in cui i pannelli intarsiati erano in parte qaasi trasparenti, affollati di figure vive ed animate che rappre­sentavano il Giudizio universale. ' '
Viaggiare, a quei tempi, era una fatica. Per andare da Genova a Lucca, il Duyekinck e i suoi compagni furono costretti ad attraversare un fiume in tra­ghetto; i cavalli furono staccati e imbarcati, e la vettura venne trainata e spinta da una ventina di uomini; mentre i viaggiatori sono stati fatti salire a ridosso del rimone: bell'esempio l'americano scriveva di come le cose vanno in Italie.
Ma eccolo a Lucca. La cattedrale era amplissima e nel suo stile bella come quelle gotiche del Nord. In una delle chiese i gruppi di ragazzi prendevan lezione di quello che sembrava una specie di catechismo, e mi prete teneva cattedra seduto davanti al pulpito. Lucca era bella per la sua pulizia; e anche le strade erano le più belle che egli avesse mai viste, pavimentate da grandi blocchi oblunghi di pietra disposti a losanga, cosicché le linee tra una fila e l'altra culminavano confluendo nel mezzo. Le case si levavano eguali, inin­terrotte nella loro regolarità per le scale di accesso alla porla, e conferivano a Lucca l'aspetto di una cittadina disegnata su modello. Il Duyekinck visitò anche la tomba di Smollett2) nel cimitero inglese: un semplice obelisco di marmo bianco, con in cima una palla, che poggiava su di un piedistallo di circa mezzo metro quadrato, con una breve iscrizione latina. Su un lato del cimitero v'era una gran cappèlla anglicana, il cui interno appariva squallido e freddo dopo la visita alle chiese cattoliche luminose per dipinti e per dorature. Colpì l'atten­zione del Duyekinck il fatto che le strade delle città italiane fossero spazzate e ripulite da condannati in casacca, brache e berretto rossi, calze bianche. Gli omicidi avevano una striscia nera al berrétto, gli altri sulla schiena portavano scritto il loro reato. Alcuni si distinguevano per una lunga lista di reati, ciò che faceva pensare ad epigrafi sepolcrali. Legati a due a due con catena a una gamba si fermavano nel lavoro davanti agli stranieri, si toglievano il berretto e invocavano elemosina a gran voce. *)
William Cullen Bryant, il noto poeta e letterato, venne in Italia nel 1834-35, e di nuovo nel 1845. In una lettera da Firenze, il 27 settembre 1834, scriveva che sarebbe ritornato in America miglior patriota di quando ne era partito ritenendo che un cittadino degli Stati Uniti in viaggio per il continente europeo non potesse non sentire ad ogni passo quanta diversità, vi fosse tra governo autoritario e governo libero (government of power and government of opinion).
*) Lettoni datata 15 dicembre 1840 (MS. nella New York Tubi ir Library).
2> Tobias ÓHorgo ftnollf.it (1177Ì3 romanziere inglese, il cni libro Travet* throtifsh Frtmen and Italy rapprendili il non plus ultra della anprcxzn. II suo amaro rancore contro il carattera degli Italiani amata Giuseppe Barelli a scrivere An Account Of 'tìi9 Marniera ami Cnstonu o lialy ( 17681 in difetta dei propri eonnazionnli.
*) Lettera datata da Livorno, 15 dicembre 1846 (MS. nella New York Public Library).