Rassegna storica del Risorgimento

VIAGGIATORI AMERICANI ITALIA 1834-1883
anno <1967>   pagina <535>
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Viaggiatori umariimni in Italia
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Lamentava di esser stato costretto ad attardarsi io tutte le grandi città e ad ogni frontiera di regni e principati per sottoporsi ad un severo esame del passaporto, angheria che egli attribuiva alla sospettosa vigilanza dei governi. Dovunque aveva trovato guardie e sentinelle armate fino ai denti, messe, in tempo sicuro di pace, in mezzo a popolazioni intente a pacifico lavoro. La mancanza di dignità che questo stato di cose produceva nel popolino si manifestava negli atti di rapacità e di frode che il forestiero subiva dovunque, viaggiando in Francia e in Italia, e peggio ancora egli notava nella vergognosa corruzione degli impiegati italiani della dogana, che immancabilmente insistevano a far passare il bagaglio dei viaggiatori, senza esaminarne il contenuto, in cambio di un misero compenso. Il Bryant aveva sentito dire che a Firenze il costume degli illeciti donativi si estendeva anche ai tribunali, dove la cosa si praticava abitual­mente a tutti i livelli. Ed egli concludeva che non v'era certo un solo ameri-cano il quale, di fronte a tanta sospettosità e costrizione da una parte e a tanta povertà e paura dall'altra, non vedesse in tutto questo condizioni e cause dei governi esistenti in Europa e non ringraziasse quindi il cielo che tale non fosse lo stato di cose nel proprio paese.1 '
11 diplomatico John Adams Due visitò l'Italia dall'estate del 1843 all'aprile del 1844. Fermandosi a Firenze, dove prese in affìtto una villa, fu in grado di imparare a conoscere bene il paese e la gente. Diversamente dal Bryant, egli pensava che Leopoldo II, la cui residenza estiva era immediatamente confi­nante con la sua, fosse un sovrano mite e popolare . Lo incontrava spesso, mentre faceva la sua passeggiata pomeridiana, sotto i cipressi, o per le strade di campagna fiancheggiate da vigneti, senza pompa, come ogni buon cittadino.2)
In una lettera da Firenze, in data 21 aprile 1847, il Duyckinck aveva ap­prezzato il buon mercato della città, che certamente egli insisteva anche altri hanno potuto constatare . Egli e la sua comitiva avevan quattro stanze spaziose in una bella strada di un buon quartiere; quattro stanze ben mobi­liate, per quattordici dollari mensili, tutto compreso, e, per giunta, in un pa­lazzo! In quanto al mangiare e al bere, una tazza di caffè, che a Parigi costava dodici soldi, si poteva avere a Firenze, e nel miglior locale (un locale molto signorile, diceva), per due soldi e mezzo; e per un dollaro si poteva avere un ottimo pranzo per tre persone.3) Il Duyckinck rimase contentissimo del sog­giorno fiorentino, godendosi particolarmente musei e gallerie e la compagnia di un artista americano, Mr. Powers, con cui trascorse piacevoli serate.4)
Sebbene le gallerie d'arte fiorentine attirassero quasi tutta l'attenzione di James Burri!) Angeli e dei suoi compagni che viaggiavano in Italia nel 1851, essi non mancarono di osservare che la situazione politica era estremamente degna di nota. Riferendosi al profondo odio degli Italiani per gli Austriaci, ehe allora erano di stanza anche in Toscana, Mr. Angeli, le cui finestre davano sulla gran piazza del Granduca, osservava che le truppe asburgiche; tì aduna­vano due volte la settimana li, nella piazza, mentre le loro magnifiche bande facevano ottima musica. Ma al passaggio dei soldati per le strade gli scuri dulie
i) WILLIAM CVLLEN BHVANT, Fattori of Truvuller: or, Non? oj Things scen in Europe and America, New York, P. Puntimi Co., 1855, pp. 412, p. 22.
2) MOBCAN Di", Mo.mnìr of John Adams Dir, New York, Horpor Brothors, 1888, 2 voli., I, p> 181* .;
} MS. nella New York Public Library.
*) Lettera datata da Firenze, 4 maggio 1847 (MS. nella New York Public Library).