Rassegna storica del Risorgimento

VIAGGIATORI AMERICANI ITALIA 1834-1883
anno <1967>   pagina <536>
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Howard R. Marraro
finestre vcnivan chiusi e sulla piazza non si vedeva più un Fiorentino: i fora siteri e gli Austriaci rimanevano soli a goderai la musica.]) Anche il corri­spondente del Daily Times di New York, riferendosi alla Toscana, lamentava che il paese nativo di Dante {osse caduto sotto il più odioso dispotismo .8*
Lo studioso dell'*Alighieri Charles . Norton, venne in Italia cinque volte, dal 1850 al 1883. In una lettera a Chauncey Wrighi da Firenze, del 5 dicembre 1869, egli passava in rassegna i risultati dell'unificazione italiana, notando che, liberandosi dei tiranni, diventando costituzionale , dandosi al commercio, l'Italia stava facendo del suo meglio per perdere il suo fascino. Il fischio della vaporiera, dietro Santa Maria Novella o al di là del Campo Santo di Fisa, rompeva l'aria, proprio come su Back Bay o alla stazione di Fitchburg. Il Norton lodava nondimeno lo sforzo che l'Italia stava facendo per adattarsi a forme di governo costituzionale, ma benché tale sforzo fosse altamente lode­vole, il Norton osservava che quella panacea non conveniva né all'indole degli Italiani, né alle condizioni del paese. Un popolo ignorante, un re poco intelligente e dissoluto, una classe dirigente non scaltrita nel sistema ammini­strativo, uomini politici non abituati ai pubblici dibattiti, avrebbero già reso dubbio, dovunque, il successo di un esperimento costituzionale; ma in Italia, dove il temperamento era governato dalle passioni più che dalla ragione, dove da secoli non esistevano né. virtù civiche, né disciplina politica, dove, anzi, egli scriveva l'idea stessa di uno Stato italiano doveva ancora esser creata, non v'era nulla di strano che l'esperimento fallisse. Egli riteneva che una mo­narchia costituzionale potesse alla fine portare a una repubblica costituzionale.
In una lettera del 21 dicembre 1869, da Firenze, a Miss Caskell, il Norton osservava che la città era molto mutata da quando l'avevano visitata insieme, esprimendo il suo odio per quello che chiamava americanismo fuori del l'America. Tutto ciò che in Firenze gli ricordava la Parigi imperiale o la democratica New York era detestabile perché in disarmonia con la natura del paese e con lo spirito dei suoi gruppi sociali. Egli osservava che Stendhal, di cui non v'era, tra gli stranieri, miglior conoscitore dell'Italia, si aspettava dal parlamento bicamerale un buon rimedio a molti mali derivami dal carattere del popolo, ma riteneva anche che lo scrittore francese ai sbagliasse, ingannato da una comprensibile speranza. Il governo parlamentare di tipo inglese non era una panacea. Il Norton aveva idee pessimistiche sul destino dell'umanità se non avesse presto scoperto ordinamenti politici migliori di quanti ne fos­sero stati sperimentati fino a quel tempo. Ma l'Italia egli insisteva aveva preso per sé l'ordinamento costituzionale come un malato prende le prescri­zioni del medico, e se ne era sentita molto male per gli effetti.3)
V JAMES BUHRIIX ANC;W.I., Renirnhceneiìi., New York, Longmans, Green Co., 1912, p. 80.
2) Datty Times, New York, 19 luglio 1852.
a) CKABXES ELIOT NOUTON, Liner* nf Charles Eliot Norton urìih blograpIUeal Caminem Ity hit Danghter Sara Norton and M. À. De Wolfe Ilowa, New York, Houghton Mifllin Co* 1913, 2 voli., I, PI. 361-372. Nel 1859 Norton pubblico The /Veto Life oj Dunie: un saggio con traduzioni, il coronamento del lavoro a cui M era dedicalo n Roma due anni prima. Più tardi, nel 1859, pubblicò anche Notes of Travet and Siuily in Ititly, be contiene bozzetti già compunti in 77ie Crityon, con oleum1 capitoli aggiunti non stampali in precedenza. 11 .libro, risultato di note di viaggio prese in Italia tra il dicembre del 1855 e l'aprile del 1857, tratta di quadri, arrhiteitani, religione, costumi.