Rassegna storica del Risorgimento

VIAGGIATORI AMERICANI ITALIA 1834-1883
anno <1967>   pagina <538>
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Howard R. Marraro
H Duyekinek parlava del fermento esistente tra gli artisti per la chiusura della gallerìa Borghese: un malvivente aveva rubato un piccolo quadro del Perugino, e il principe aveva messo perciò fuori tutti gli studiosi con le telo copiate solo a metà, chiudendo anche la porta in faccia ai visitatori. Sperava che. si trattasse di una misura temporanea, poiché la Gallerìa era la più bella tra quelle di proprietà privata, il luogo più adatto a trascorrere qualche ora deliziosa. E dire che contemporaneamente, nella stessa settimana, era anche chiuso il Mnseo Vaticano a causa dell'istruzione catechistica, descritta come un esercizio spirituale che aveva luogo tutti i pomerìggi. E il Duyekinek lamen­tava che anche i ristoranti rimanessero per ciò chiusi dalle tre fino a dopo il tramonto, chiedendo al fratello Evert di giudicare lui se quel digiuno forzato poteva promuovere lo spìrito religioso. Era, evidentemente, capitato a Roma di Quaresima.
II papa intanto continuava le sue riforme abbassando tutte le bocche delle grondaie che prima sporgevano per circa trenta centimetri dalla facciata delle case, sì che andar per la strada in giornate di pioggia era come passar sotto una serie di piccole cateratte. Ora l'acqua piovana doveva essere incana­lata dalle grondaie giù. per i lati delle case in modo ordinato e civile. H papa aveva anche fatto i primi passi per dare alla città un'illuminazione a gas. Il Duyekinek notava che ancora continuava la sua immensa popolarità; i gior­nali eran pieni delle più nauseanti adulazioni nei suoi riguardi, su tutti i muri e sulle porte delle cantine si leggeva scrìtto a gesso Viva Pio IX.
In altra lettera ( Roma, lunedì Santo 1847) il Duyekinek scrìveva che, mentre si apriva la via a spintoni tra la folla in San Pietro la domenica delle Palme, si era trovato accanto George Putnam, il proprietario di giornali, che con la moglie faceva un rapido viaggio per l'Italia. Ritornalo al suo alloggio dopo le funzioni, vi aveva trovato un biglietto di Miss Margaret Fuller, l'ameri­cana amica di Mazzini e dei repubblicani. Pareva contenta del suo viaggio, come tanti altri lo erano, non si doleva di aver lasciato Parigi, e diceva tante tante cose del mondo dei letterati in Inghilterra e in Frància. Egli aveva avuto occa­sione di vederla solo di tanto in tanto durante le funzioni della Settimana Santa. Il Duyekinek continuava narrando di aver avuta la benedizione del Papa democratico , che il fratello gli aveva consigliato di procurarsi, insieme con altri quarantamila pellegrini, secondo nn computo non esagerato.
Benché deluso di questa famosa cerimonia, pure essa lo aveva impressio­nato per l'immenso affollamento, l'improvviso tacer del bisbiglio e del mormorio proprio della folla, il solenne silenzio dominante, e la bella voce chiara del papa che leggeva le preghiere di rito. Il Duyekinek era certo che tutti i pre­denti io udivano distintamente, benché la loggetta fosse, secondo il suo cal­colo, all'altezza di cinquanta o sessanta piedi (circa 20 metri). Ma nessuno si era inginocchiato, e tutta la cerimonia aveva avuto poca solennità. Lo spetta­colo più bello offerto ai suoi occhi era stata l'elevazione dell'Ostia da parte del papa nella funzione precedente alla benedizione. Si riferiva Bolo al ponte­fice, al ino aspetto e al suo portamento, 'poiché non aveva potuto veder le truppe cadere in ginocchio, ciò che, a quel che si diceva, era la parte bella dello funzione. Al Duyekinek era piaciuto, molto il modo con cui Pio IX si era comportato durante il Pranzo del Pellegrino *, funzione che, malgrado
3) Ibidem,