Rassegna storica del Risorgimento
VIAGGIATORI AMERICANI ITALIA 1834-1883
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1967
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Vìagealorì americani in Italia
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cese difendere quella spedizione romana . Era impopolare persino fra le truppe, com'era ammesso dalla stessa stampa governativa. Per accattivarsi Topi* nione pubblica il governo aveva mutato politica e dopo aver fatto la guerra ai Romani per sostenere il Irono pontificio, aveva poi detto al papa di acconsentire a porre il governo nelle mani dei laici. Questo mutamento di politica aveva cagionato, secondo il Bryant, non poca sorpresa e interminabili discussioni. Quali che ne siano siate le conseguenze, una conseguenza esso non potè avere, quella di restituire al presidente francese e al suo governo la popolarità che aveva perduta.1)
George Perkins Marsh, che doveva essere più tardi il primo ministro plenipotenziario degli Stati Uniti nell'Italia unificata, viaggiò nella penisola negli ultimi mesi del 1849 e nei primi del 1850. Il popolo lo interessava moltissimo ed egli non perdette occasione per studiarne il carattere e le condizioni. Molto lo colpiva nella gente la quasi incredibile rapidità di comprensione, la pronta e sincera simpatia per ogni umana sofferenza quando non fosse sotto il dominio di una violenta passione la pazienza nel sopportare le privazioni materiali e, forse più d'ogni altra cosa, la forza del patriottismo, per cui ancora si credeva che l'Italia, benché cosi crudelmente tradita dal papa e messa sotto i piedi dalla Francia, sarebbe un giorno risorta a libertà, nazione fra le nazioni. Era stata questa fede così diffusa tra tutte le classi, e per la quale tanti si eran mostrati pronti a morire, ed anche pronti a più che morire era stata questa fede degli Italiani a ispirare nel 1849 nel Marsh un'egual fede, che mai egli in seguito perdette, per quanto oscuro si presentasse l'avvenire. Il 7 febbraio 1851 egli scriveva all'amico J. G. Saxe che, quantunque non fosse stato mai in Piemonte, era passato per il Mediterraneo e aveva toccato terre del regno di Sardegna e che, dall'arrivo a Costantinopoli, aveva avuto molte occasioni stando tra piemontesi e genovesi di trattare con quella gente. Il Marsh era certo che gl'Italiani in genere eran più illuminati di quello che ci si aspettasse sulle cause vere dei mali enormi > sotto cui gemeva quel bellissimo tra tutti i paesi d'Europa >. Alle domande da lui fatte a tal riguardo aveva ricevuto sempre la stessa risposta: Tirannia dei preti.
Quando il Marsh arrivò a Roma, si facevano preparativi per la restaura* zi ori e di Pio IX, ancora a Gaeta. Ma per le strade si vedevan pochi Romani e la città aveva un aspetto molto triste. Era chiaro che la paura ispirava ai cittadini prudenza nel trattare tra di loro, ma ad Inglesi ed Americani essi parlavano liberamente, e senza riserve.s)
Il ritorno a Roma di Sua Santità e la restaurazione del potere temporale non servi che ad accentuare l'ostilità di molti Americani al governo degli Stati pontifici. Horace Greeley scriveva che in realtà il governo di Roma e delle sue Legazioni non sarebbe potuto esser peggiore: i governanti si rendevano conto di non essere affatto debitori al popolo del potere che esercitavano, né della Bottomissione che quel potere imponeva; il dispotismo dominante non era ncppur modificato dal desiderio, naturale in un tiranno ereditario, di assi curare il trono ai suoi discendenti coltivando il buon volere del proprio popolo. II papa era di nome sovrano, e tutti lo consideravano un uomo onesto e buono,
l) WILLIAM CUI.I.EN 'BRYANT, op. clt., . 435.
3) CAROLINE CHANK MAR.SU, Life and lettera of George Perkins Murati, New York, Clarles Scribner's Sons, 1888, 2 voli., I, PI. 116, 148, 149.