Rassegna storica del Risorgimento
VIAGGIATORI AMERICANI ITALIA 1834-1883
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1967
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Howard II. Marraro
ma egli non esercitava un vero potere nello Stato, essendo il suo tempo e i suoi pensieri dedicati completamente alle varie e complesse cure del suo vasto impero spirituale. Secondo il Greeley i veri direttori degli affari di Stato a Roma erano i cardinali* che erano dal popolo ritenuti responsabili di tutto ciò che nel governo riusciva sgradito. Egli temeva che i cardinali sarebbero ricorsi alla maniera forte nel caso di un'altra rivolta popolare. Erano accusati di flagranti atti immorali, accusa naturale contro uomini COBI potenti e così impopolari, fosse ciò a ragione o a torto, benché il Greeley ammettesse che a lui non risultavano accertati fatti su cui si potessero fondare le accuse. *)
Nelle sue Reminìscences l'Angeli registra alcuni vivi ricordi della Roma di allora che, egli dice, colpiva maggiormente un giovane viaggiatore ameri' cano, perché la città era completamente sotto il controllo ecclesiastico e le strade erano sempre allietate da processioni celebrazioni, feste religiose di ogni genere. Egli aveva visto Pio IX in due occasioni, e ancora e dovunque i liberali guardavano a lui come al fautore della propria causa; ed era uomo di volto così benigno che nessuno si sarebbe aspettato da lui altro che amore e benevolenza. Ricordava distintamente la faccia caratteristica del cardinale Antonella, i suoi occhi luminosi, la carnagione bruna e anche quella espressione che metteva il forestiero in guardia contro i suoi possibili intrighi.
Riferendosi alle condizioni sociali ed economiche del paese, l'Angeli dice che nei viaggio tra Roma e Firenze la diligenza era stata fermata parecchie volte da masnadieri e i viaggiatori derubati di denaro, di orologi e di gioielli. I briganti erari per lo più gente di buona famiglia, che mostravano di essere stali educati alle belle maniere. Di solito pregavano i viaggiatori di non temere offese corporali e sì dicevan molto rammaricati che le dure circostanze dei tempi rivoluzionari li avessero costretti a ricorrere a tali mezzi per procurarsi da vivere; con garbo signorile aiutavano le signore a scendere dalla carrozza e dopo aver ricevuto gioielli e denaro, con altrettanta galanteria le aiutavano a risalire.2),
Lewis Cass junior, ministro americano alla Corte pontificia, in una lettera privata al Greeley da Roma, in data 18 gennaio 1853, affermava che la Città era in uno stato deplorevole . Sostenuto da Francia ed Austria, il governo era eccessivamente autoritario e crudele: per multa o per prigionia, per esilio o per altre persecuzioni, non c'era famiglia che in alto o in basso, non avesse sofferto, negli ultimi due anni, una qualche severa pena per aver partecipato, anche indirettamente, ai moti rivoluzionari del 1848. Le autorità avevano annunciato la loro decisa volontà di sradicare tutto ciò che avesse sapore o sentore di repubblica e non passava giorno che non si vedesse l'esecuzione di dolorose e severe misure, malgrado due amnistie concesse dal papa. Si stava inoltre, secondo il Cass, preparando un piano che, se fosse stato mandato ad effetto, avrebbe legati i romani mani e piedi, rendendoli schiavi per sempre. Secondo le sue informazioni quel progetto era stato formulato in Spagna, donde era naturale che venisse: si proponeva che le grandi potenze cattoliche si unissero a formare quello che si definiva un comune protettorato degli Stati pontifici, proclamando, da una certa data, la loro perpetua neutralità e garantendo la integrità del potere temporale del papa contro ogni nemico esterno e interno.
1 ) HOKM'.K GBEEI.Y, op. eit p. 32S.
2) JAMES BUHIUM. ANGELI., op. cit., pp. 86-88.