Rassegna storica del Risorgimento

VIAGGIATORI AMERICANI ITALIA 1834-1883
anno <1967>   pagina <546>
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Howard R. Marraro
petti alla lettera da colonnine di monete di bronzo. Che cosa ne facessero il Duycknick dice di non riuscire a capire, ma c'era da pensare che si propones­sero di trarne qualche profitto. Ogni bottega di Napoli ha in bella mostra o un quadro o una stampa della Madonna. I venditori di limonate, e di simili bibite di poco prezzo, si mostrano particolarmente devoti , al pad dei dolcieri e dei gestori di botteghini del lotto.1)
George Perkins Marsh, a Napoli nel 1849, constata che se i Napoletani non erano stati meno dei Romani slealmente traditi > dal loro sovrano, pure avevano meno sofferto nel ritorno al giogo servile, ed essendo per natura più allegri dei Romani, meno erano apparsi all'esterno i segni del loro scontento. Di malgoverno e profonda miseria e degradazione v'erano, però, segni più che bastanti. Egli era stato fortemente impressionato da un caso occorso un paio di giorni dopo il suo arrivo : un giovane impiegato del bureau dell'albergo in cui avevano preso alloggio, egli ed i suoi, era stato arrestato dalla polizia e condotto in prigione, seguito dalla povera madre, che, mezzo impazzita, gridava e piangeva. Il padrone dell'albergo non sapeva dare, a chi gliela domandava, altra ragione di quell'arresto se non questa, che il giovane, contro l'ordine della polizia che condannava quella moda, si era fatta crescere la barba. Invano egli, il padrone, aveva messo in guardia l'impiegato, che se non avesse cambiato idea, avrebbe avuto guai, ciò che era avvenuto.2)
Delle condizioni di Napoli nel 1858 così scriveva William Cullen Bryant: ... è la stessa città rumorosa, piena di accattoni e di camorristi, che era tren-t'anni fa, quando la vidi la prima volta, ed è mal governata esattamente come allora. Non vedo salvezza per il popolo delle Due Sicilie, come si chiama que­sto Regno, se non nella ventura che gli capiti un buon re. È gente troppo de­moralizzata e ignorante (e tutte le classi ignorano proprio questo che sarebbe più di ogni altra cosa importante che essi sapessero) per poter esser governata con una forma di governo più libera di quella che hanno; sarebbe, comunque, consigliabile far qualche tentativo .s)
La Sicilia di solito non era inclusa nell'itinerario della maggior parte dei turisti americani. Comunque, in una lettera da Roma del 18 febbraio 1847, il Duycknick parla di un viaggio fatto all'interno dell'isola in comitiva su muli e con una guida. Giudicarono Sciacca una città in bella posizione, con alle spalle un bel castello antico e davanti il mare; le catacombe erano la cosa più singo­lare dell'Isola. Tutte le città siciliane situate su cocuzzoli offrivano, a chi le osservava da lontano, una magnifica vista, ma apparivano luoghi di triste mi­seria, via via che ci si arrampicava verso di esse e vi si entrava. Il Duyckinck aveva notato strade scoscese, sporche e fangose, e case poverissime, chiese senza gusto e neppure l'ombra di movimento e animazione. Fatta eccezione delle grandi citta, tutto nell'Isola era arretrato. Gli piacque Catania e l'ascensione all'Etna. 4Ì Palermo pure era molto interessante, dal lato architettonico erta­mente più di Napoli: Normanni e Arabi - - egli notava avevano lasciato bei monumenti del loro dominio, e si ritrova l'architettura tipica dei primi unita
t) Lettera datata da Palermo, 9 gennaio 1847 (MS. nella New York Public Library).
2) CAROLINE DIANE MARSH, op, eli* ì, 149.
*) Gopwar, op. clt., IT, 110.
<) Lettera datala da Rama, 18 febbraio 1847 (MS. nella New York Publio Library),