Rassegna storica del Risorgimento
BALBI PIOVERA GIACOMO CARTE; GUARDIA CIVICA GENOVA 1848
anno
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1967
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G. Balbi Pioverà e la Guardia civica
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leranno in tutta la loro evidenza lacune ed insufficienze della legge, e si parlerà della necessità di revisioni e modifiche.
I volontari della Guardia Nazionale accolgono, nella loro maggioranza, il nuovo statuto con delusione e malcontento. Tuttavia per ricostituire i reparti secondo i recenti decreti sono necessari registri dei ruoli, Consigli di Ricognizione, Comitati di Revisione, Consigli di Disciplina che non esistono, e che per molto tempo resteranno organismi inattuati.
Si procede quindi sulle vecchie basi, in via provvisoria: il 13 marzo si raduna lo stato maggiore per provvedere all'elezione dei nuovi capi; una commissione composta da G. B. Cambiaso, Federico Campanella, Goffredo Mameli* Nicolò Federici e Cesare Cabella stabilisce il sistema di votazione. Le elezioni degli aiutanti generali e dei capi battaglione avranno luogo il 17 marzo.
Frattanto l'irrequietezza in Genova è assai viva: il giorno 11, malgrado l'opposizione della Guardia Nazionale, sono cacciate le Sorelle di carità dall'Ospedale di Fammatone; il giorno 18 ha luogo una grande manifestazione in omaggio a Pio IX capitanata dall'abate di S. Matteo, Gio Nepomuceno Doria.
Alla notizia dell'insurrezione di Milano, l'entusiasmo e l'eccitazione della popolazione giungono al colmo. I volontari della Civica dovrebbero, per assolvere al proprio compito di tutelare l'ordine pubblico, rimanere a Genova. Ma molti di essi in gran parte democratici o mazziniani, decidono senza indugio di partire per recare soccorso ai Milanesi, e si danno ritrovo ai piedi del ponte di Cornigliano. Le compagnie 5a e 16a partono quasi tutte,, e con loro vari altri volontari di altri reparti. Tra i più noti esponenti della Guardia Nazionale partono G. 6. Cambiaso, Federico Campanella, Goffredo Mamelli, Giorgio Doria, Domenico Carrega, Giuseppe Delvecchio. *)
H 20 marzo si radunano gli ufficiali e i bassi ufficiali della Milizia, ed avviene una discussione animata sull'opportunità di partire; Nicolò Federici, Antonio Costa ed Ottavio Lazzo iti sostengono la necessità di restare in città per tutelare l'ordine; Michel Giuseppe Canale e Giuseppe Isola sono invece propensi alla partenza. Ognuno viene lasciato libero di agire come meglio crede: viene aperto un registro in cui si sottoscrive chi desidera partire e si raccolgono fondi per chi non ha mezzi. Il capo legione provvisorio Quaglia, da parte sua, che vede dissolverai con la partenza per la Lombardia alcuni dei reparti più efficienti, rivolge ai militi un pubblico proclama in cui afferma che spera che coloro che anelano di partire sapranno colla moderazione dei loro generosi desideri conciliare prima ì bisogni urgenti della popolazione di Genova che invoca tutela.2)
Le partenze causano comunque un notevole scompiglio nelle compagnie, ancóra scarsamente organizzate e poste di fronte a gravi problemi. Una circolare Ricci del 20 marzo aveva prescritto la necessità di un minimo di ottanta militi per formare una compagnia: molti reparti non giungeranno neppure qualche mese più tardi a contare sull'effettiva presenza di tanti uomini. Un decreto dei sindaci In data 16 marzo ha stabilito le norme di ascrizione dei cittadini > alla Guardia Nazionale, ma i risultati dell'appello sono stati scarsi. Quaglia, tra l'altro, è soltanto comandante prò tempore ed aspira palesemente alla conferma della sua nomina da parte del Re. Ma tale conferma non giunge, anche se La tega del 20 marzo ne pubblica la voce evidentemente senza fondo-
Archivi' Istituto Mazziniano, manifesti, n. 688.
*) Gozzetta dì Genova 20 marzo 1848; M. G, CANALE. Diario clt,