Rassegna storica del Risorgimento

BALBI PIOVERA GIACOMO CARTE; GUARDIA CIVICA GENOVA 1848
anno <1967>   pagina <553>
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G. Balbi Pioverà e la Guardia civica 553
dìni, e presiedale da un Decurione, che distribuisse Ira le medesime i vari iso­lati, o quartieri della città, onde si recassero tutti contemporaneamente a ricer­care nelle singole case i. nomi di coloro che sono chiamali al servizio >. -)
Ma a Genova, ove il Corpo decurionale non è mai stato, nel suo complesso, particolarmente efficiente, l'incarico di trasmettere i registri con i nomi di coloro che devono far parte della Civica è dato alle parrocchie.
Devono essere create, per disposizione ministeriale, tre o quattro Legioni ài Fanteria composte di quattro battaglioni a quattro compagnie cadmio; oltre a ciò, corpi speciali di artiglieria, zappatori e cavalleria.
Altro problema essenziale è quello delle spese per l'organizzazione e il mantenimento della Guardia Nazionale, che sono da addebitarsi interamente al Comune. L'onere non è indifferente. Occorre provvedere al vestiario, ai viveri, alle cucine, alle armi e agli stipendi (che variano da un minimo di 0.92 per i semplici tamburini a 4.20 per i maggiori).
A tutto il 31 marzo sono state spese soltanto L. 7674,27: appare evidente che i 5000 uomini di cui ha parlato Quaglia sono, in gran parte, inesistenti. Al 15 aprile le spese saliranno a L. 53.422,21. Ma ancora venti giorni più tardi, in una lettera ai sindaci, Quaglia lamenterà l'esistenza in servizio di tamburini seminudi .2)
Si tenta, da parte di alcuni ufficiali, di porre un rimedio ai disordini e alle carenze più gravi: ma è assai più difficile modificare strutture già esistenti, e male impostate, che creare ex novo la Civica in base alle norme recenti. Ciascuno agisce disordinatamente, senza coordinazione e con scarsi risultati positivi. Molti, troppi sono coloro che tentano con pretesti più o meno validi di sottrarsi al servizio.
Chi ha un lavoro e deve curare i propri affari cerca in ogni modo di non assumere un obbligo che diviene ogni giorno più pesante, perché ogni giorno diminuisce, anziché aumentare, il numero dei militi disponibili. Gli effettivi di una compagnia devono essere, sulla carta, 150; ma molti repartì non avranno, in media, più di 60-80 uomini.
Michele Erede in una lettera ai sindaci denuncia la gravità della situa* zioxie, sottolineando l'importanza della Milizia e la necessità di obbligare, con severità e fermezza, i cittadini a prestar servizio.3)
Ai primi di aprile non si è ancora deciso sul criterio di ordinamento delle compagnie, che molti, tra cui l'Erede stesso, propongono per quartieri. *) Negli stessi giorni un anonimo cittadino, evidentemente alquanto reazionario, denun­cia in una lettera ai sindaci le lacune e le manchevolezze della Guardia Nazio­nale, e giudica illegale il modo in cui essa è, in via provvisoria, costituita.5) Per l'anonimo la legge sulla Civica è buona, ma ciò che appare evidente a tutti non è applicata. Fanno parte della Milizia popolani privi di censo come I facchini; ragazzi, ladri, ruffiani e spie. Nella lettera si segnalano acuta­mente i pericoli della consegna di armi nelle mani di proletari facinorosi ed indisciplinati, che non hanno nulla da perdere nei tumulti e nelle agitazioni
J) Istituto Mazziniano, Guardia Nazionale, Cartella 206. Lettera dcll'8 aprile 1848, firmata, per 0 Ministro, Veraengo,
3) Istituto Mazziniano, Cartella 206 il. Rapporti di L. Z. Quaglia del 3 maggio 1848.
8) Vedi Appendice Documenti, HI.
*) La Lega, 1 aprile 1848.
a) Vedi Appendice Documenti.: IV,