Rassegna storica del Risorgimento
BALBI PIOVERA GIACOMO CARTE; GUARDIA CIVICA GENOVA 1848
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1967
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555
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G. Balbi Pioverà e la, Guardia civica 555
mais incapatile par son indecision et son m angue de fermelé de rester à celle place . *)
Ai primi di aprile esistono dunque sulla carta, 48 compagnie della Civica* ma secondo la testimonianza del Balbi Senarega, la Milizia è quasi senza soldati. La nomina di Giacomo Balbi Pioverà a comandante della Guardia Nazionale di Genova è nota nella città ligure attraverso le indiscrezioni di Nicolo Federici, assai prima che il ministro Vincenzo Ricci comunichi ufficialmente all'interessalo, che si trova a Volta, le decisioni del Governo.
La figura del marchese Giacomo Balbi Pioverà è di non trascurabile rilievo nelle vicende risorgimentali. Arrestato nel 1833 perché coinvolto nel processo della Giovine Italia* e condannato in seguito per qualche tempo al confino nella sua tenuta di Pioverà nell'alessandrino, il nobile genovese è, tra il 1846 e il 1848, tra i maggiori esponenti del partito moderato nella sua città. La sua opera alTVllI Congresso degli Scienziati ed in seno alla Società dell'Ordine è in gran parte nota.2) Meno nota è, almeno nei suoi particolari, l'attività del marchese quale comandante della Guardia Civica di Genova: questo studio si basa appunto su documenti inediti trasmessi dagli eredi Balbi Pioverà all'Isti* tnto Mazziniano di Genova.
Giacomo Balbi Pioverà è stato tra gli organizzatori della Milizia provvisoria nei primi giorni di marzo: il 28 stesso mese è partito per raggiungere Carlo Alberto a Tortona e seguirlo al campo. Il 7 aprile è stato nominato, unitamente ad altri nobili genovesi, senatore del Regno.8)
Il 14 aprile il ministro dell'Interno Ricci gli scrive in via ufficiosa, invitandolo ad accettare la carica di generale comandante la Guardia Nazionale di Genova, tenuta provvisoriamente da Luigi Zenone Quaglia che non si è dimostrato all'altezza del non facile compito.4)
H marchese risponde a Ricci quattro giorni più tardi: non risulta dalle sue carte se la risposta sia senz'altro affermativa, come è lecito supporre, o soltanto interlocutoria. Balbi Pioverà rimane comunque per qualche tempo al campo, e si batte con valore il 30 aprile a Pastrengo. Subito dopo Quaglia lascerà Genova per Torino, dimettendosi: ma il suo successore assumerà ufficialmente il comando della Milizia cittadina soltanto il 22 giugno. In questo periodo dirigeranno interinalmente la Civica i maggiori Francesco Grondona e Giuseppe Carrega: in pratica, però, ogni decisione di qualche peso dipenderà dai sindaci Giustiniani e Ricci.
Nel corso del mese di aprile si procede con estrema lentezza a tentativi di organizzazione della Milizia. A fine mese soltanto le parrocchie di S. Giovanni, S. Tommaso, S. Carlo, S. Sisto e del Promontorio hanno inviato, nella parte Occidentale della città, i censimenti di coloro che devono essere iscritti a ruolo. Altre, tra cui quelle di S. Teodoro e S. Rocco, non hanno ancora provveduto. Un problema non trascurabile è quello di parte del clero in particolare di alcuni parroci urbani e suburbani che è avverso al nuovo ordine, e quindi
*) Lettere di Francesco Balbi Senarega conservate nello carte eredi Balbi Pioverà presso ITjnJvcrBÌià di Genova. Inv. ri. 172263 e 172265.
2) Su Giacomo Balbi Pioverà vedi Dizionario Biografico degli Italiani* Roma, 1963, voi. V, pp. 391-392. La voce è compilata In Nu.o CAI.VI.NI.
8) Gazzetta di Genova* 8 aprile 1K48.
<) Vedi Appendice Docnaiencl, V.