Rassegna storica del Risorgimento

BALBI PIOVERA GIACOMO CARTE; GUARDIA CIVICA GENOVA 1848
anno <1967>   pagina <558>
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Bianca Moni ala
nella formazione delle stesse* raggiri nelle nomino.1* Abusi, irregolarità e diserzioni sono frequenti ed evidenti, e il nuovo comandante non sembra in grado di agire con sufficiente energia. Soprattutto la questione dei renitenti è e rimarrà praticamente insoluta, malgrado i continui appelli di pubblici fogli ai cittadini perché compiano il loro dovere prestando servizio nella Milizia.2* Il capitano Raggio della compagnia C, 4a sezione, denuncia che i militi del suo reparto non intendono presentarsi alle chiamate: Balbi Pioverà trasmette la lettera, per conoscenza, al Consiglio di Ricognizione, senza neppure un pa­rere. Non risulta che provvedimenti disciplinari vengano applicati, o che si riesca comunque a ricostituire, secondo gli effettivi elencati sulla carta, la compagnia.
Dal Copialettere e dal brogliaccio conservati dal marchese appare in evi­denza il lavoro minuzioso, estenuante ma spesso dispersivo e con scarsi risaltati svolto dal Balbi Pioverà. È quanto meno curioso che il capo della Milizia debba addossarsi anche compiti modesti che spetterebbero a comuni furieri. Egli si occupa non solo delle divise, delle anni, degli orari, ma anche di fare inse­gnare a leggere ai tamburini, di farli portare al mare perché si insegni loro a nuotare, di farli andare alla dottrina, olle feste. *)
La Guardia Nazionale tutela in questo periodo in alcune circostanze l'or­dine pubblico, soprattutto per difendere da tumulti popolari il clero reazionario (i gesuiti, il provinciale dei domenicani, alcuni parroci).
Partecipa ad alcune parate ufficiali, rende onori militari a Garibaldi e ai suoi volontari e presenzia ai funerali di Anzani.D)
Ai primi di luglio sono stati costituiti due battaglioni (nei sestieri di San Vincenzo e di Pré), che mancano tuttavia di armi, richieste all'arsenale di Torino e non ancora concesse. Sono istituiti alcuni Consigli di disciplina. Ma il numero dei militi in servizio diviene sempre minore, e per tentare di migliorare la situazione si porta, in deroga alla legge, l'età di arruolamento a 18 anni anziché a 21. Balbi Pioverà stabilisce la divisione dei militi per squadre ed assegna un numero fìsso di uomini ad ogni caporale; fissa i luoghi di assembramento delle compagnie e i posti di guardia; vieta i passaggi di uomini da un reparto all'altro. A metà luglio, tuttavia, le compagnie più efficienti contano su di un effettivo di 90-100 uomini anziché 150. 8>
1) Lettera dì Giacomo Balbi Pioverà pubblicata in: Anni no COPIGNOLA, Patrìzi e Borghesi di Genova nel Risorgimento Italiana, in Genova e l'impresa dei Mille, Roma, 1961, voi. I, p. 60.
2) Archivio istillilo Mazziniano, Manifesti, n. 980. Due staffilate ai renitenti della Guardia Nazionale. Chi prende cognizione dell'entusiasmo con eoi venne domandata la Guardia Cittadina, e con quale premura ed emulazione nel BUO cominciamento accorreva la gioventù ad impugnare le armi, non si ristarebbe dal fare le meraviglie, nHo scorgere in momenti di tanta e maggioro urgemsa, come renitenti rifiutino di fare quel poco servigio imito necessario alla patria... .
8) Istituto Mazziniano, Cartella 206; lettera del 29 giugno 1848.
4) Istituto Mazziniano, Cartella 134; GIACOMO BAI.HI PIOVKHA, Giornale o oro-glùtee io delta Guardia Nazionale, Il baglio 1848.
*) GIACOMO BALBI I'IOVKUA, Giornale o brogliaccio ni., 1-15 luglio 1848.
) A titolo di esemplo, ecco gli effettivi .di ano dei reparti più consistenti. 3a Com­pagnia, 3" Battaglione l:i Legione, 2" Sezione; Capuano Bonino Gaetano. l'ffiViuli 5, Sergenti 6, Caporali 12, Militi 70. Totale 93.11 15 In pi io la Compagnia K la Sezione, denuncia ben 63 renitenti. Istituto Mazziniano, Cartella 206.