Rassegna storica del Risorgimento

BALBI PIOVERA GIACOMO CARTE; GUARDIA CIVICA GENOVA 1848
anno <1967>   pagina <559>
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C Balbi Pioverà e la Guardia civica
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A questo proposilo è assai interessante una lettera di Raffaele Ruhattìno, lenente della compagnia F, 6;1 sezione, il quale denuncia eoe oltre a trovarsi inscritti vari individui di incerto domicilio, se ne trovano vari altri i quali quantunque ripetutamente avvisati a domicilio non sono mai intervenuti alla riunione della compagnia, secondo la nota che ho l'onore di compiegare [I nomi sono 27]. Diversi individui inoltre si sono esplicitamente dichiarati di non volere far parte della Guardia Nazionale a meno che non vengano a ciò obbli­gati colla forza... [nota di 5 nomi]. ...Terminerò col dire che sarebbe neces­sario ed urgente che oltre alla surrogazione del ruolo della compagnia venisse al più presto completato il numero dei militi che mancano; diversamente è impossibile ripromettersi quel lodevole servizio che sarebbe necessario .1)
Significativo è l'iter della lettera, indirizzata a Balbi Pioverà che la trasmette ai sindaci, i quali la rimettono alla 6"1 sezione, quella appunto di Ruballino.
Ogni giorno pervengono al comando della Civica denunce contro eie menti sospetti di gesuitismo: ma è soprattutto una certa irrequietezza nel basso popolo che preoccupa il marchese, il quale vede ovunque comunisti , cioè, per lui, ladri che intendono appropriarsi di beni altrui.
I facchini da vino minacciano dimostrazioni contro il convento della Pace, contro la Curia arcivescovile, contro alcuni servizi di omnibus.
La Milizia sorveglia particolarmente il piano di S. Andrea, strada Lomel-lini, porta dei Vacca. -)
II 3 luglio Balbi Pioverà scrive al ministro Ricci illustrando le gravi diffi­coltà incontrate nelTassumere la guida della Civica* In particolare non è ancora stato affrontato il problema dei corpi speciali: egli ha ripetutamente chiesto, invano, ai sindaci di formare i Consigli di Ricognizione per l'artiglieria. Questo corpo è molto indisciplinalo e non intende sottoporsi ai turni di guardia. Non vi e un sufficiente numero di ufficiali; i militi nella quasi totalità non inten­dono prestare giuramento ad uno Statuto che essi dicono deve essere cam­biato. Sulla carta esistono 32 compagnie (mentre in precedenza si era par­lato di 48) ma la realtà è ben diversa, poiché mancano gli uomini, i mezzi, la disciplina.3*
La stampa genovese si occupa del problema dell'organizzazione della Milizia cittadina. Il Pensiero Italiano ritorna spesso sull'argomento. Filippo Bellini, dopo aver definito la Guardia Nazionale una necessità vitale , critica l'articolo che dà facoltà al Governo di scioglierla e chiama il regolamento della Civica legge disorganizzatrice.4)
Toni assai più violenti assume Niccolò Accame, sostenendo la necessità dell'immediata demolizione del Castelletto: O il Governo diffida della Guardia Nazionale, della cui formazione e completo armamento non sembra molto te­nero, malgrado de* richiami continui che s'alzano d'ogni parte per questa incom­prensibile trascurali za, ed allora mantenga il Castelletto, anzi lo munisca, perché egli è certo che diffida del popolo... La conservazione del Castelletto non ha a che fare con la concordia, col bene generale e tantomeno con l'affezione ai
*) I sii in io Mazziniano, Cartella 206. Rapporto di Raffaele Rabattino del 12 lu­glio 1848.
-) G, BALBI PIOVERÀ, Giornale o brogliaccio eiu 10 luglio 1848. a) Vedi Appendice Documenti, VL <) // Pensiero Italiano, 17 luglio 1848.