Rassegna storica del Risorgimento

BALBI PIOVERA GIACOMO CARTE; GUARDIA CIVICA GENOVA 1848
anno <1967>   pagina <561>
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G. Balbi Pioverà e la Guardia civica 561
Q 21 luglio il sindaco Giustiniani ha rivolto un nuovo proclama alla popò* lazione invitandola ad accorrere nelle file della Guardia Nazionale, poiché per l'allontanamento di molte truppe partite per la guerra pressoché tutti i posti militari della città devono essere affidati alla Milizia. L'avvocato Canale insiste sullo stesso tema in articoli sul Pensiero Italiano.J) Michele Erede afferma con-temporaneamente sullo stesso foglio, a proposito della Guardia Civica: non esiste quasi letteralmente, e non è da uomo il credere che dentro Panno i militi cittadini possano essere efficaci e guardar le frontiere e le piazze forti . Egli chiede quindi energia e misure straordinarie .
Frattanto l'irrequietezza del basso popolo, eccitato da voci spesso false2) e preoccupato per le notizie dalla Lombardia aumenta. Viene segnalata a Balbi Pioverà l'esistenza di un comitato segreto comunista che avrebbe in pro­gramma tumulti e saccheggi.8) Tra i maggiori agitatoci sono segnalati G. B. Al* ber tini, che istigherebbe in particolare gli imballatori e i barcaioli incitandoli alla repubblica, e l'aw. Pellegrini.
All'inizio del mese di agosto, mentre la situazione si aggrava, la Guardia Nazionale è ancora scarsamente organizzata, senza mezzi. Esiste finalmente uno Stato Maggiore Generale,*) ma molti articoli del regolamento devono ancora essere applicati: ad esempio, i militi non compiono le prescritte esercitazioni e gli ufficiali non seguono lezioni teoriche, mostrandosi spesso incapaci ed impre­parati. 8)
H 1 agosto, quando le sorti della guerra volgono al peggio e si parla, per rinsanguare le compagnie della Guardia Civica, di arruolare gli individui dai 55 ai 65 anni, Giacomo Balbi Pioverà rivolge ai militi un appello che dice tra l'altro: La causa della nostra indipendenza è minacciata. Il Re Carlo Alberto non retrocede al pericolo. Egli dice ai suoi popoli: Armatevi. Militi della Guardia! È ormai tempo di unione, di coraggio, di sacrifici. Ove il tedesco minacci le nostre contrade, rammenti che noi siamo Io stesso popolo del '46. Accorrete appena chiamati sotto le armi. Nessuno sia tardo nel prestare le sue braccia alla patria. Infamia a chi si rifiuta, e il rigore della legge, pronta ed energica, peserà sul suo capo... .6) Ma la situazione non sembra migliorare.
In diversi rapporti confidenziali il comandante della Guardia Nazionale fa un quadro drammatico, e insieme contraddittorio dell'ambiente genovese. C'è una grave carenza di potere centrale, mancano le istruzioni: il sindaco manca di energia e intende dimettersi; l'intendente generale è un retrogrado; il gover­natore è buono, ma non ha forza. È anche urgente che venga finalmente a Genova un arcivescovo che controlli la turbatezza del clero, talvolta rivolu­
ti // Pensiero Italiano, 24 luglio 1848.
2) Vedi Appendice Documenti, IX.
*> 6. Busi PTOVKHA, Giornata o brogliaccio cit, 26 luglio 1848.
4) Lo Stato Maggiore Generale della Guardia Nazionale ù cosi composto: Vorardo Giuseppe Francesco, aiutante maggiore; Federici Nicolò, maggiore; Gattorno Michele, maggiore; Casanova Gerolamo, aiutante maggiora; Moreno Filippo, aiutante mag* giore; Serra Domenico, maggiore; Del vecchio Giuseppe, capitano; Imperiale di S. An­gelo, capì rune. Tutti costoro erano, in precedenza, ufficiai] in diverse compagnie, e devono quindi essere sostituiti In seno ai reparti che hanno lasciato.
5) G- BALBI I'IOVKHA, Giornale o brogUocelo cit., 1 agosto 1848. sj Proclama del 1 agosto. Gazzetta di Genova, 2 agosto 1848.
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