Rassegna storica del Risorgimento
BALBI PIOVERA GIACOMO CARTE; GUARDIA CIVICA GENOVA 1848
anno
<
1967
>
pagina
<
562
>
562
Bianca Montale
ziouario in città e spesso reazionario e austriacante nei sobborghi. ' ' Dopo avere sottolineato il clima di irrequietezza e di turbamento, il marchese afferma che la città è tutta per il Re e per la Costituzione, e che tolti di mezzo una quindicina di comunisti tutto andrebbe per il meglio.
Il 1 agosto una circolare Ricci stabilisce la mobilitazione di 56 compagnie della Milizia Comunale: a Genova dovrebbero essere poste sotto il controllo dell'autorità militare venti compagnie. Ma non esistono, di fatto, venti reparti completi ed efficienti.
11 giorno successivo si forma nella città ligure nn Comitato di Difesa: presieduto da Regia, di cui fa parte Balbi Pioverà: vengono nominate il 5 agosto sette commissioni con diverse attribuzioni. Una di esse ha il compito dell'organizzazione della Guardia Nazionale. Questa commissione si riunisce il 6 agosto e stabilisce più severi provvedimenti disciplinari per i renitenti, ma sempre nei limiti stabiliti dalla legge (arresti fino a 15 giorni); dà inoltre ordine ài Consigli di Ricognizione di costituirsi in seduta permanente, all'oggetto di procedere immediatamente alla formazione delle compagnie che ancora devono essere composte, e completare il numero delle già esistenti. L'II agosto, tuttavia, deve ancora essere composto il Consiglio di Ricognizione per l'artiglieria. Balbi Pioverà stabilisce di inviare commissari nella provincia per formare la Guardia Nazionale nei sobborghi e nei paesi; i suoi tentativi si volgono in primo luogo alla Val Bisagno, a Torriglia, Ottone e Bobbio. Spesso nei paesi organizzare la Milizia è assai più arduo che non in Genova; i parroci, infatti, sono per lo più contrari alla novità.
Nell'immediata periferia di Genova esistono a quest'epoca ima compagnia a San Martino e alla Foce, due a Marassi, tre a San Francesco e San Fruttuoso.
Ma di regola una compagnia che conta, almeno sulla carta, 150 uomini, possiede non più di 50 fucili. Inoltre il comandante in capo non sa fino a che ponto poter contare sulla disciplina di certi reparti, comandati da ufficiali che non nascondono le loro tendenze repubblicane e le loro aspirazioni rivoluzio-nane. *>
Giacomo Balbi Pioverà si trova in una posizione estremamente delicata, e cercando di mantenere l'equilibrio tra le opposte tendenze è inviso ai più: Emanuele Celesia, nel '48 democratico acceso, lo definisce imbecille e me* lenso>; da parte loro moderati e retrogradi, che non mostrano troppe simpatie per la Civico, lo accusano di scarsa energia.:,)
51 presenta più acuto, a questo punto, il problema della demolizione dei forti di Castelletto e di S. Giorgio. TI 27 luglio la Camera, su proposta di Cesare Leopoldo Bixio, ne aveva approvato la distruzione con 86 voli favorevoli e 61 contrari. I due forti ma specialmente il primo sono per i liberali e demo-
ij Vedi Appendice Documenti, XII.
2) Tra gli < irrequieti delia Guardia Nazionale, oltre i pia citati, BOUQ anche gli avvocati Antonio Coste e Michel Giuseppe Canale. Alla demolizione del forte San Giorgio la lolla guidata da un Defemiri, cdpituno della Civica. Vedi Appendice Documenti, XVIII.
3) E. CKLESIA, piarlo eli. np. 40 o 43. Balbi . vorrebbe far tramutate In Civica in una banda di sgherri. Anche il Canale, nel uo Diario, accusa ripetutamente il Comandante delia Milizia.