Rassegna storica del Risorgimento

BALBI PIOVERA GIACOMO CARTE; GUARDIA CIVICA GENOVA 1848
anno <1967>   pagina <565>
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G. Balbi Pioverà e la Guardia awica
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Giacomo Balbi Pioverà narra in un minuzioso rapporto, le drammatiche vicende del 1 settembre. La sua versione, tranne che nella valutazione dei fatti, non discorda troppo da quelle di altri testimoni. *) Appena venuto a conoscenza del provvedimento preso nei riguardi di De Boni, il comandante la Guardia Nazionale si reca dall'intendente per avere spiegazioni; poi, tra le minacce e gli insulti dei popolani eccitati, rivolge una protesta ufficiale ai sindaci. Balbi Pioverà, impressionato dai tumulti, si reca quindi presso 21 governatore De Son> naz, che non sembra comprendere la gravità della situazione: la folla assale il palazzo del Governo, aggredendo De Sonnaz e l'intendente generale di polizia. 11 marchese Balbi ritorna poi a palazzo Tursi, sede della Civica, e viene aggre­dito ed oltraggiato da una folla di dimostranti, condotta dagli avvocati Pelle­grini, Morchio e Canale: i militi della Guardia Nazionale sono anche eccitati contro di lui, e chiedono a gran voce la sua destituzione. In questa circostanza egli ancora una volta, forse per evitare peggiori complicazioni, non mostra la necessaria fermezza. Solo il Re che lo ha nominato ha il potere di destituirlo, 0 di accettare le sue dimissioni. Ma di fronte alle pressioni popolari Balbi Pioverà si ritira e trasmette il comando provvisorio a Lorenzo Pareto. Per contentare la Milizia che sembrava desiderarlo . egli precisa. *)
Gli avversari del marchese addebitano al suo incerto comportamento i tumulti del 1 settembre. Egli stava aggirandosi scrive il Pensiero Italiano fra le aule della Polizia, del Corpo Decurionale e del Governatore, in luogo di mettersi alla testa della Guardia e domandare la riparazione del torto fatto alla Nazione, siccome si era in diritto di aspettare da lui . E prosegue: L'in­capacità del Generale della Guardia si era frattanto appalesata, perché se avesse tenuto un più franco contegno la soddisfazione al pubblico sarebbesi avuta an­che senza di tanta agitazione, e così il popolo lo dichiarò dimesso .2)
ormai evidente che a Genova l'autorità non può o non vuole controllare una situazione che si va aggravando continuamente, e che la piazza è ormai ar­bitra delle vicende. Indiscutibilmente Balbi Pioverà, forzatamente dimesso in modo illegale, non ha mostrato mai la necessaria energia: ma neppure il gover­natore e gli intendenti si sono mostrati all'altezza delle circostanze. La città è in preda ad una semi-anarchia: ed anche il nnovo comandante della Civica, mar­chese Lorenzo Pareto, non saprà fare molto meglio del suo predecessore. L'or­ganizzazione della Guardia Nazionale sulle basi di una legge sotto molti aspetti sbagliata è impresa superiore alle forze di chiunque.
Per questo Giacomo Balbi Pioverà, per quanto amareggiato per gli avveni­menti del 1 settembre, sembra soddisfatto di aver finalmente trovato il modo di declinare un incarico pesante, difficile, estenuante*
Subito dopo le sue dimissioni egli scrìve a Pareto per rendere conto del proprio operato, e, su consiglio di Nicolò Federici, si allontana da Genova, tra* sferendosi temporaneamente nella sua tenuta di Pioverà in prossimità di Ales­sandria.8) Con un decreto regio del 30 settembre egli verrà poi nominato gene­rale addetto allo Stato Maggiore del comandante generale della Milizia Nazio­nale dello Stato.4)
1) Vedi Appendice Documenti, XXV.
2) // Pensiero Italiano, 2 settembre 1B4R; M. G. CANALE. Diario il. *) Vedi Appendice nocumenti, XXVIII.
*) Vedi Appendice Documenti, XXIX.