Rassegna storica del Risorgimento

BALBI PIOVERA GIACOMO CARTE; GUARDIA CIVICA GENOVA 1848
anno <1967>   pagina <569>
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G. Balbi Pioverà e la Guardia civica
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gnie non son poche, ma non possiamo più accettarle (così i Sindaci). Io fo istanza per la diffinitiva (sic) organizzazione; niente osta, salvo che l'ordine che io di continuo vo sollecitando, e spero di avere.
in
MICHELE EREDE Al SINDACI GIUSTINIANI E RICCI1)
Genova, 30 marzo 1848 HLmi Signori,
La Guardia Civica è ora incaricata di coprire pressoché tutti i corpi di Guardia della città; è ella in condizione di prestare il servizio bene e costante* mente? Io credo di no, perché quantunque il numero de' fucili distribuiti faccia credere all'esistenza di forza sufficiente, essa non è che sui ruoli, tutte le com­pagnie giungendo appena a riunire la metà degli inscritti quando si tratta di esercizi e di Guardia. Ma non basta, perché fra poco non sarà più. possibile di avere nemmeno un terzo di militi sotto le armi in tempo ordinario, e quasi nes­suno in momento di serio allarme; mi spiego. Trattandosi di prestare un servizio davvero si comincia a sentire da tutti che se coloro i quali fanno o devono far parte della Guardia vi si prestassero, tutto al più un individuo dovrebbe fare il sacrificio di un giorno ogni 10, o 12 dì, mentre invece nello stato attuale delle cose la fatica riuscirà almeno doppia per divenire tripla prestissimo; e questa idea di­sgusta e persuade molti a starsene a casa. Dove possa condurre questo difetto non è bisogno dirlo. Sento molti che vanno studiando motivi di esenzione; chi ha la bottega, chi l'officina, chi ha il superiore che pretende attaccati alla gleba i dipen­denti e stupidamente egoista non sa vedere che sé, in tanto moto d'interessi uni­versali, per modo che se non vi si pone riparo saremo di certo ridotti a mandar supplica perché si ritirino i soldati di Lombardia e ritornino a guardare le nostre proprie case. In questo stato di cose, come cittadino affezionato e zelante italiano rinnovo le mie istanze perché:
1) Si mandino biglietti d'invito a far parte della Guardia a tutti coloro che sono designati dalla legge.
2) Qualora entro un brevissimo termine tutti gli invitati non siansi fatti inscrivere in una delle Compagnie, vi siano assegnati d'ufficio.
3) Si stabiliscano severe regole disciplinari efficaci ad obbligare gli in­scritti agli esercizi ed alle guardie, in modo che si possa contar sempre su di una forza fissa.
4) Si provveda affinché assolutamente non s'introduca l'abuso dei sup­plementi oltre i permessi dalla legge, all'ogetto(sic) che i ricchi non abbiano facoltà di poltroneggiare mentre il galantuomo povero tutto sacrifica pel bene comune; affinché non avvenga che la Guardia si trovi rappresentata un bel mo­mento dalla gente prezzolata in iapreto della legge con sommo pericolo della cosa pubblica. I liberali s'illudono credendo facile ciò che desiderano; i retro* gradi che non sono scemati, punto di numero, e pochi momenti fa erano tanti fra noi, credono di loro interesse fomentare quell'illusione perché si trascurino
1> Intinto Mazziniano, Archivio Civico, Guardia Nazionale, Cartella 206,