Rassegna storica del Risorgimento
BALBI PIOVERA GIACOMO CARTE; GUARDIA CIVICA GENOVA 1848
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1967
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Bianca Montale
è bea vista, ma perché è generale dell'armata non giadicato. Siamo stati assieme a visitare i lavori di difesa che nell'assenza di autorità militare avevo assunto. Egli ba approvato tatto quello che ho ordinato, e siamo alla fine dell'armamento ; non rimane più che a dare un'ultima mano che artiglieria e genio possono solo dare a questi lavori, ma tutto è a posto e la piazza è interamente in stato di dilesa; egli è rimasto sorpreso dal travaglio eseguito in così poco tempo. Vado a licenziare le compagnie di marinai che avevo fissate... per servir d'artiglieri mancanti. Se l'armistizio non fosse venuto e che l'armata separata in Lombardia non avesse potato aiutarci eravamo a l'acori d'un coup de main; tale era la mia disposizione; di più non avrei potuto fare. Ma non è stata la difesa dagli Austriaci che mi spaventava... ma erano i nemici interni. Speriamo ora.
PS. Veniva di chiudere la presente quando Bono avvertito che un vapore giunto da Livorno ha recato la notizia di una rivoluzione in quella città ove hanno formato un governo provvisorio, e mi si dice che il popolo livornese marcia sopra Firenze. Se questo è vero, come credo, vedo che il temporale che doveva scoppiare in Genova si è portato in Livorno colle bande che qui si sono tenute in freno. Un giorno a voce gli dirò tutto quello che temeva e tutte le disposizioni da me prese per reprimere ogni tentativo. Le Gazzette mi hanno criticato ma ho riuscito a salvare Genova dai disordini.
XXIV GUSTAVO PONZA DI S. MARTINO A GIACOMO BALBI PIOVERÀ1)
H sottoscritto, trovandosi come Capo della Guardia Nazionale della città di Genova nella circostanza possìbile di prendere qualche parte per invitare la Guardia medesima a compiere il suo mandato del mantenimento dell'ordine, nel caso che fosse turbato per l'espulsione dallo Stato del Sig. Deboni, ha creduto conveniente di prendere informazioni per accertare la costituzionalità dell'atto.
Gli è risultato, che il Sig. Deboni, mentre si qualificava per Veneziano, era pero in Genova sotto la guarentigia d'un Passaporto Inglese. È nella massima costituzionale che la Nazionalità d'un individuo si desuma non dalle sue proprie dichiarazioni, ma dal titolo autentico che esso presenta, e che gli serve di protezione.
É nelle stesse massime che ogni Governo rispetto agli stranieri, abbia diritto di procedere all'espulsione, senza le forme tutelari stabilite dalla Costituzione a prò dei soli Nazionali,
Lo scrivente confida perciò che Ove occorresse di chiamare là Guardia Nazionale, essa presenterà al Governo quei franco e leale concorso, che si deggiono mutuamente, un Governo che rispetti le libertà patrie, ed un popolo che conosce come senza l'ordine pubblico sia ImpoasibÙe ogni vera libertà.
L'Intendente G. dello Divisione di Genova
Dì S. Martino
*) Archivio latitato Mazziniano, Cartella 87, n. 20053.