Rassegna storica del Risorgimento
BALBI PIOVERA GIACOMO CARTE; GUARDIA CIVICA GENOVA 1848
anno
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1967
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pagina
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593
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G. Balbi Pioverà * la Guardia civica 593
vera violazione dèlia legge* Non so come finiranno le cose; non bene certo. Il Governo non può tollerare che si calpesti la legge, ed ho incontrato per strada truppe che si recavano in Genova. Mi duole di vedere che mentre si vuole la continuazione della Guerra si rende questa impossibile paralizzando con tumulti le risorse che dovrebbero servire. Mi è stato detto che si vociferava d'un certo libro nero ove era anotata l'opinione degli individui, ufficiali e militi. Questo libro che si tiene nei regimenti ed altri corpi secondo il regolamento militare non ho creduto doverlo tenere: lo avrete trovato fatto a pandette sul mio tavolino e tutto bianco; non mi sembrava che questo doveva esistere nella Milizia perché ha del odioso e inquisitorio.
XXIX
GIACOMO BALBI PIOVERÀ A PIER DIONIGI PINELU
Pioverà, 6 ottobre 1848 A Finelli, fatto con qualche variazione di redazione. Preg.mo Sig. Conte,
mentre mi preparava a portarmi in Torino per l'apertura del Parlamento ed assistere al Congresso Federativo di Gioberti mi venne spedita da Genova la preg.ma sua del 3 conte col brevettto di Generale addetto allo Stato Maggiore del Duca di Savoia. Devo questo favore a V.S. Ill.ma e gliene sono rico-noscentissimo giacché la mia posizione era alquanto imbarazzante, il Governo non avendo ancora accettata la mia dimissione di Comandante della Milizia di Genova, e per dirle sinceramente il mio pensiero sono offeso non già dell'insulto ricevuto dalla plebe diretta da quei agitatori, perché ne conosco e la causa e l'origine, e che mi ci aspettava dall'istante che aveva resistito di non violare la Legge e che presentavo una resistenza ferma... per non fare di me come del mio predecessore Provisorio il G.le Quaglia un fantoccio per servir alle mire degli esaltati; ma quello che mi sta a cuore è di vedere che la Milizia si è lasciata imporre un capo da persone che sono generalmente disprezzate dal corpo senza né protestare né fare il più piccolo atto che mostra quel sentimento di onore e decoro che dovrebbe avere. È bensì vero che questo era Lorenzo Pareto che gode della generale simpatia di tutti. Ma in principio non doveva supportarlo.
Ora quale sarà la mia carica Io saprò in Torino ove Roberto d'Azeglio è pure lui adetto allo Stato Maggiore del Generalissimo. Io credo che la Milizia non sarà mai una vera istituzione sino a che non venga ispettata regolarmente da ufficiali appositi come nell'antico governo della Repubblica di Genova, che non aveva altra forza, si può dire, ma era organizzata, regolarmente ispettata, la Milizia; ed offeriva una forza reale che rese i piò. grandi servizi. S'Ella crede di dirmi le uè idee a questo riguardo e ch'io possa essere utile per farle trionfare in Torino sono olla sua disposizione.
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