Rassegna storica del Risorgimento

CALDESI VINCENZO; MAZZINI GIUSEPPE
anno <1967>   pagina <612>
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Piero Zama
Ed ancora, in calce alla lettera: Parlando ai faentini dite loro che i preti e i Borboni devono essere combattuti per ora tanto nella Sicilia quanto nella Cattolica. H grido di guerra sarà sempre Italia e Vittorio Emanuele.1)
La lettera è un attestato sulla fede politica che distingue il Caldesi anche per quel che riguarda le divergenze con la fede mazziniana. L'ideale repub­blicano non è stato tradito e non sarà mai tradito né da Garibaldi né da Cai-desi, ma ambedue agiscono nella realtà dei tempi, degli uomini e delle cose. 2*
Altre parole aspre da parte di Mazzini contro Caldesi non abbiamo tro­vato d'ora innanzi nell'epistolario e altrove. Rileviamo soltanto che Mazzini è a conoscenza dell'avvenuta cattura di Caldesi e degli altri volontari guidati dal maggiore Clemente Corte. La nave partita da Genova era stata difatti seque­strata da due legni borbonici e condotta a Gaeta (non a Napoli come erronea­mente informa Mazzini). Poi i volontari, rimessi in libertà il 30 giugno, e raggiunta di nuovo Genova, erano ripartiti con le successive spedizioni. E primo fra gli altri Vincenzo Caldesi 8)
Ce tuttavia un ritorno polemico.
Intanto vogliamo notare che Caldesi non aveva potuto partecipare perché ammalato alla marcia garibaldina che veniva malamente fermata sull'Aspromonte; ma dopo d'allora non era mancata la sua parola e la sua opera nei convegni, negli incontri singoli, al fine di tener accesa l'ansia per la liberazione di Roma e di Venezia, e per prepararsi agli eventi che non pote­vano mancare. Si può dire che non vi è dibattito in quegli anni, non vi è agitazione a cui egli non prenda parte, fino al momento in cui - scoppiata la guerra contro l'Austria riprende le armi assumendo le funzioni di Mag­giore del 1 battaglione del 4 reggimento comandato dal colonnello Cadolini.
39 L'autografo della lettera è conservato nel Museo del Risorgimento di Bolo­gna: Posizione dei Mille. È pubblicato da M. CASTANI, Vincenzo Caldesi cit., p. 48.
Riteniamo opportuno segnalare anche la lettera che Garibaldi scrisse a Leonida Caldesi. La lettera è pubblicata in fac-sùnile nel volume: A. MESSERI-A. CALZI, Faenza nella storia e nell'arte. Faenza, 1909, p. 327. Eccola:
Torfno 6 Aprile '60
Caro Caldesi - Abbisogno d'un indirizzo delle città Italiane a me, esprimendo il desiderio che il Parlamento non sanzioni la vergognosa cessione di Nizza a Napo­leone
Impegnati coi nostri amici, acciò io lo possa avere da. quante più città si possa, e spero molto dall'amicizia tua, e dal patriotismo (sic) de' nostri bravi Romagnoli. Tuo sempre
Garibaldi
3) Cfr, a proposito del credo politico di Vincenzo Caldesi, D. Tosi, Vincenzo Caldesi cit., pp. 12-14. Un allento esame dei rapporti diretti epistolari e di lavoro fra Garibaldi e Caldesi avvalorerebbe la conclusione cui siamo giunti.
8) S.K.I., voi. LXVTIL P> 102. Caldesi è iti prigione a Napoli. Era nel veliero . Cosi si legge nella lettera del 25 giugno inviata da Genova a Carolina Stansfeld a Londra.
Altri accenni a Caldesi ri hanno in due lettere di Mazzini a Sofia Croufurd deiril e 15 aprile 1861 a proposito di riproduzione di ritratti; ma noi pensiamo che si tratti di Leonida e non di Vincenzo. tS./?./., voi. LXXLjpp. 105-106 e p. 114). Altret­tanto si dica per la lettera del 80 foglio diretta parimenti alla Croufurd. (S.JEX, voi. LXXT, p. 321;.