Rassegna storica del Risorgimento

D'ANNUNZIO GABRIELE
anno <1967>   pagina <615>
immagine non disponibile

LA LAUREA HONORIS CAUSA A GABRIELE D'ANNUNZIO
Ai miei compagni d'attora queste pagine di storia della vecchia Sapienza
D'accordo, l'invidia è un peccato mortale e i confronti sono sempre odiosi: ce l'hanno insegnato fin dall'asilo. Ma come si fa a negare che il fiero anticle­ricale professor Giacomo Lignana, titolare della cattedra di Storia delle lingue classiche e preside della Facoltà di filosofia e lettere dell'Università di Roma dall'anno accademico 1881-82 al 1883-84, era veramente un nomo fortunato? E non soltanto per essere stato, all'inizio di quel triennio, il preside di Ga­briele d'Annunzio nella sua rapidissima apparizione alla Sapienza, ma o soprattutto, vien fatto di pensare a qualche suo più tardo collega per essersi dovuto occupare e preoccupare di appena quarantasette tra uditori e studenti compresa una donna, ripartiti in quattro anni di corso in una Università che ne contava in tutto 846... Molti di quegli studenti, anche se non hanno egua­gliata la fama de l'incivile fanciullo non ancora educato da le dame di Roma di un noto sonetto di Edoardo Scarfoglio, e sono stati presto dimen­ticati da lui, hanno lasciata non indegna traccia di sé nella vita culturale ita­liana. Basti pensare a quel finissimo spirito che fu Giulio Salvador, alla lette-ratissima esuberanza dello stesso Scarfoglio, a quei nobili maestri che saranno su cattedre future d'Università o di Liceo Camillo Manfroni, coetaneo del poeta, Giuseppe Bicchieri, Pietro Sensini, Enrico Emanuele Tedeschi, Bernardino Fe-liciangeli, Ettore Piazza, Luigi Calò, Vittorio Turri, Pio Spezi.*)
Non so dirle quanto mi sia caro oggi essere ricongiunto da tanto onore al grande Ateneo Romano, dove tra i compagni di Guglielmo Oberdan prima­mente sognai e anelai la vendetta che abbiamo compiuta e la Vittoria che vo­gliamo intera, telegrafava d'Annunzio in risposta alla comunicazione da parte del rettore Alberto Tonelli dell'avvenuto conferimento della laurea honoris causa.
Trasmesso con rettorale del 13 marzo 1919, il ringraziamento veniva letto dal preside Luigi Credaro al Consiglio della facoltà nella sednta del 19 marzo. Non si può fare una seduta ogni momento...2) Il verbale, steso da Ernesto
1) Letterati ed eruditi di qualche pregio furono in quella schiera Nazareno Ange­lini, il futuro predicatore barnabita Alessandro GIncuoili. Alberto Parise uà, Enrico Salvadori, più tardi monsignore e custode di Arcadia (un altro fratello, Olinto, entrerà successivamente in Facoltà e sarà professore di Liceo a Roma, soprannominato Fatino dagli studenti...) e il padre di Arnoldo Fratelli.
2) Roma, Archivio deU*Ottiveraitt verbale della seduta del Consiglio di facoltà del 19 marzo 19.19. Ivi anche minuta del telegramma rettorale: Comandante Ga­briele d'Annunzio, Venezia - Con vivo compiacimento le annunzio che la Facoltà di Filosofia e Lettere le ha conferito la laurea honoris causa. È un giusto premio a un alto intelletto ad un'anima forte ad un provato patriottismo. Cordiali rallegramenti Alberto Tonelli . Con piccole varianti (integra per intera nel primo: cordialissimi per cordiali, nel Becondo) i due testi, riprodotti allora nell'articolo e La laurea honoris causa a G. d*..4.t in Gazzetta di Venezia 8 febbraio 1919, lo sono oggi nell'insorti-