Rassegna storica del Risorgimento
D'ANNUNZIO GABRIELE
anno
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1967
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pagina
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617
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La laurea honoris causa a é'Alttitinzìo 617
e serio erudito, che aveva in quell'anno raccolti in volume i suoi Scritti storteti di Filosofia teoretica, professala da Luigi Ferri, figlio del famoso scenografo Domenico e più volte preside dal 1875-76 al 1877-78 e dal 1887-88 al 1894-95, e di Filologia neolatina, di cui era titolare una delle figure più luminose del* l'Università italiana, Ernesto Monaci, che sarà anche rettore per l'anno accademico 1385-86. ')
Se inscrizione è certa, è anche altrettanto certo che manca del tutto nel registro dei fogli matricolari la descrizione, che esiste, invece, per gli altri studenti* della sua carriera universitaria. Il che significa che Gabriele d'Annunzio è entrato, sì, nelle aule della Sapienza, ma le ha quasi subito abbandonate. Frequentò le aule accademiche a sbalzi secondo gli dettava l'avido bisogno di sapere e il naturale talento, scrive il ben informato articolista del Giornale cPltalia già citato. H quale, accennato all'inizio del perìodo somma-rnghiano, non esita a precisare: le visite al palazzo della Sapienza si fecero sempre più rare e non si parlò più di esami >. In un primo, ma assai breve aevi spatium, l'abbandono non sarà stato totale, perché il ricordo che appare in qualche suo più tardo scrìtto dell'Occioni e del Monaci, garbatamente sottolineato dal Comes, ha sapore di autenticità. Occionius noster, come lo chiamerà appropriandosi la scherzosa latinizzazione dello Scarfoglio, che ne aveva tracciato un vivace affettuoso profilo nel Capitan Fracassa fin dall'8 marzo 1881, sarà esaltato con riconoscente orgoglio dal discepolo ormai famoso del cui acume di chiosatore esperto (gli anni del Cicognini non erano passati invano) il maestro antico molto si compiaceva . E il fugace alunno di un tempo prometteva tanti anni più tardi: non so dove il buon latinista studioso di Silio Italico, Occionius noster, abbia il suo sepolcro. Ma lo cercherò e gli porterò una corona di discepolo memore : un lauro di Barcola . Ma abbiamo qualche dubbio che sia mai andato a Campo Verano a sciogliere il voto.2)
1) Contrariamente a quanto afferma lo Spano non risulta che d'Annunzio fosse iscritto al corso del Lignana. Né sembra sia stato mai tentato dalle lezioni di Geografia di G. Dalla Vedova, di Grammatica e lessicografia italiana e latina di G. Cagnoni, di Storia antica di G. Beloch, di Storia della filosofia di S. Turbiglio, di Archeologia di E. de Ruggiero. Nel registro d'iscrizione é segnata l'abbreviazione dil. per i corri ai quali era iscritto, tranne che per la Letteratura greca. Tra i molti artìcoli apparsi in occasione del conferimento della laurea, il solo che appaia abbastanza al corrente (La laurea di G. tFA. conferita dall'Università di Roma, in Giornale d'Italia, 7 febbraio 1919), afferma che il biondo e ricciuto adolescente si era iscritto ai corsi di Ocotoni, Monaci, Beivi gli eri, Ferri e Nannarelli, ma assicura che eia letteratura dell'antica India e del mondo bizzarro di quel pozzo di scienza che era Giacomo Lignana e più il greco attrassero la sua attenzione .
?) Anche l'articolo dello Scarfoglio, Bozzetti accademici: Occionius noster, è ri si ani p;iin. come il telegramma al Tenneroni, in FORCELLA, op. eft., pp. 117-120. eli vecchio giovane Scolaro tornerà a far sua la scherzosa latinizzazione dello Scarfoglio applicandola al rettore Del Vecchio, Georgius noster come l'Occiani era per me Occionius noster , lettera del 14 marzo 1927, in G. DEL VECCHIO, G. d*A.t Pescara, 1960, p. 54. Da tener presente la rievocazione di quand'era scolaro a sgobbo di latino sotto il magisterio canoro di Onorato Occioni eside da Trieste, in II secondo amante di Lucrezia Bali, ne Le faville del maglio, Milano 1924, tX, pp. 329-330, oggi in Prose di ricerca, di lotto di comando, di conquista, di tormento ecc., Milano, 1950, voi. II, p* 205. Veti, anche per il ricordo dell'Occioni M. GJANNANTONI, La vita di G. d'A., Milano, 1933, pp. 83-84; per quel ricordo e per con pasiiccetto di cronologia e di onomastica, L. ORSINI, Le * Faville involate di Gabriele d'Annunzio, in Quaderni dannunziani, fase XXXIV-XXXV (1966), p. 477.