Rassegna storica del Risorgimento

UMBRIA ; ROMAGNA ; CIRCOLI COSTITUZIONALI ; CISALPINA (REPUBBLI
anno <1919>   pagina <428>
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Jtferfao Bianda
ma imponi silenzio alle privato passioni. Queste purtroppo sanno usurpare il linguaggio di quella, e sotto un velo seducente ma­scherare gli oggetti :è:le idee morali. Distingui l'amor della gloria dall'ambizione, l'amor della Patria dai complicati interessi, l'amor della virtù dal superbo stoicismo, 1' amor dei tuoi simili dalle, col­pevoli condiscendenze, le inclinazioni naturali 'dai disordini delle passioni, la stima di te stesso dall'orgoglio, il rispetto agli -altri dalle bassezze, ì bisogni della vita dai desideri capricciosi, la sag­gia economia dalla sordida avarizia, la liberalità dalla profusione, la decenza dal lusso. Ama te stesso net tuoi simili ; non d'un sen­timento sterile, . ma di un amore operoso; Il mutuo soccorso nel mutuo bisogno fa la Legge, che condusse gli "Domini allo stato di Società. Il primo fra i doveri è fare ad altri ciò che vorremmo fatto a noi. Chi non è disposto a soddisfarlo, torni a vivere fra le Selve, e tra le Fiere. Ohi non è benefico rinunci al diritto del­l'altrui Soccorso! L'Uomo è l'Immagine della Divinità,, perchè deve essere sulla terra io strumento dell' eterna beneficenza. Dividi il pane con indigente famelico : Il tuo ventre sarà meno pasciuto, ina il tuo Cuore sarà ripieno del più. soave sentimento. Non fare il bene per il bene che ne speri. Se la beneficenza potesse essere venale più non sarebbe la più amabile fra le Virtù. So che l'uomo benefico concorre talvolta a moltiplicare il numero degli Ingrati, ma P ingiustizia degli Uomini non è un titolo per dispensarci dal dovere. Chi non è tollerante nella Società, non merita di esservi tollerato. Ti lagni a torto dell' altrui censura, se tu stesso ne dai l'esempio; piuttosto che censurare i difetti dei tuoi fratelli, dovresti o nasconderli a te stesso per non vederli, o vederli per isfuggirli. Provocare 1' affronto è da temerario, il farlo è da malvagio, e il vendicarlo è da vile: Egli è un avvilire le idee dell'onore associan­dole alla causa della bassezza, e dell' odio. Chi fra i piaceri della vita annovera quello della vendetta, costui non appartiene al ge­nere umano. Se non meritassi l'offesa, l'infamia ricade sull' offen­sore: se la meritassi, soffrila ad emenda del tuo fallo. L' oltraggio è punito abbastanza dal disprezzo j, sarebbe cosi minore il numero degli oltraggiatori. La più grande vendette è: vincere sé stesso.
Modesto nelle prosperità sarai forte nei disastri. Il folle orgo­glio nelle vicende favorevoli, merita di correggersi coll'umili azione delle avversità. Se la vita ha le sue dolcezze, queste non ci rie­scono più caie, quanto nel contrasto delle vicende. Dopo la pro­cella è più pura la Luce del Sole. Rammenta ohe niuno e felice