Rassegna storica del Risorgimento

PELLOUX LUIGI GIROLAMO
anno <1968>   pagina <13>
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l'i'lloux presidente del Consiglia 13
con un discorso che confutava le opposte dichiarazioni degli onorevoli Pri-netti e Sonnino, e il Finocchiaro col suo voto contrario.
Peggio, deploravano e denunciavano la illegalità del decreto sostenitori sino allora del ministero e tra i più autorevoli quali il Branca, il Franchetti. il Rudinì. il primo annunciando addirittura il suo voto contrario, gli altri due invece dichiarando di essere disposti, solo per evitare una crisi mini­steriale, a concedere una sanatoria, un bill d'indennità, consentendo che il decreto fosse mandato alla commissione per il consueto esame prima del dibattilo in aula; un voto determinato da motivi di opportunità politica, di tolleranza, non certo di approvazione.
Uguali dichiarazioni faceva il Colombo, pur deplorando in termini assai più vivaci Tatto del ministero, mentre con esatta sintesi della situa­zione, quale anche allora la vedeva la maggior parte dell'opinione pubblica più evoluta di ogni colore, si domandava:
Quale è stato in sostanza l'effetto di una simile misura? Quello di dare una soddisfazione a quel grappo, che ha continuato a mettere ostacolo, con i suoi sistemi ostruzionisti, ai lavori della Camera. Quel gruppo non domandava di meglio che di farvi uscire dalla legalità. Ora io domando al Governo: se quella minoranza ostruzionista, allettata da un simile risultato, continuasse in questo sistema, pensate voi di legiferare per mezzo di decreti legge sempre?
Malgrado le dichiarazioni del Rudinì e del Franchetti, malgrado queste del Colombo, più decise e più gravi, il Pelloux si adattava alla sanatoria, dichiarando anzi di riconoscere egli stesso, come con precise parole disse, che il decreto non è legale .
Una frase corsa allora diceva che il ministero avesse perduto vincendo. Esso infatti era scaduto di prestigio, anche di fronte ai suoi sostenitori, dopo quelle dichiarazioni e quel voto: più audace diveniva il contegno dell'Estrema Sinistra, arrivando al punto che nella seduta del 30 giugno 1899, traendo motivo da un incidente di carattere procedurale da essa sollevato e ignorato dal Presidente, mentre si procedeva alla votazione a scrutinio segreto di alcuni disegni di legge riguardanti i bilanci, due suoi deputati, il De Felice e il Prampolini rompevano ed asportavano le urne delle votazioni. Tra urli e tumulti, il Presidente si copriva e usciva dall'aula!
Veniva chiusa la Sessione parlamentare.
6. Alla riapertura, E 14 novembre, nel pur scialbo discorso della Corona, veniva annunziata, tra l'altro, la presentazione del disegno di legge elaborato dal ministro Boriasi relativo alla riforma del domicilio coatto, spogliandolo del suo carattere eccezionale e di polizia, per trasformarlo in una forma di pena da potersi applicare dal magistrato.
Il ministero trovava assottigliata la maggioranza a causa del connubio