Rassegna storica del Risorgimento

PELLOUX LUIGI GIROLAMO
anno <1968>   pagina <16>
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Amedea Moscati
presidente, alle quali, per atto di solidarietà, si unisce tutto l'ufficio di pre­sidenza: ne facevano patte, oltre al Palberti, il Gianlurco, uomo mantenu­tosi sempre lontano da ogni eccesso di parte e, ancora, il Gallo, più. die1 al ministero vicino all'opposizione con la anale aveva spesso votato durante l'agitata vicenda.
11 Colombo aveva tenuto l'ufficio con una solerzia eccezionale e con grande imparzialità e le cause che avevano motivato le sue dimissioni, che mettevano capo al rispetto della sua funzione ed anche del regolamento, avrebbero dovuto far sentire a parte colori e tendenze a quanti aves­sero tenuto al decoro del Parlamento, il dovere e la necessità di una affer­mazione sul nome del Presidente dimissionario. Essa soltanto avrebbe potuto ridare il degno prestigio alla funzione presidenziale e far contenere l'esercizio dell'ostruzionismo nei limiti di correttezza imposti dalla dignità dell'assemblea e dal decoro stesso di coloro che oramai erano andati tra­sformando l'ostruzionismo in una volgare gazzarra. Ma Zanardelli e Gio-litti coi loro seguiti, oramai succubi dell'Estrema Sinistra, non potevano permettersi un gesto simile e, legati per opportunità politica alla pur vo­lontaria catena, votavano il 2 aprile, in segno di protesta, il nome del Biancheri, mentre Colombo veniva rieletto con 265 voti.
Il giorno successivo veniva presentato il nuovo regolamento, utile solo per offrire nuova materia alle proteste e ai clamori delle opposizioni riunite, che, seduta stante, per bocca di Zanardelli e di Pantano, dichiaravano di non riconoscere la validità dei lavori, che si sarebbero andati compiendo vigente tale nuovo regolamento. Il presidente Colombo ritornava intanto al suo posto e assente l'opposizione era votato il nuovo regolamento e la Camera si aggiornava al 15 maggio per le abituali vacanze in coincidenza della Pasqua.
Alla riapertura, l'opposizione era ritornata nell'aula, certo avendo ri­flettuto che il seguitare a tenersene lontano in segno di protesta avrebbe lasciata la maggioranza a votare indisturbata le famose leggi o decreto che sia, ed aveva sollevato incidenti sull'approvazione dell'ultimo verbale tra proteste, rumori, canti popolari ed inno di Garibaldi, accompagnati dall'agi-tarsi delle tavolette e dal battere dei piedi in cadenza, sport quest'ultimo al quale avevano partecipato, per non essere da meno, anche molli deputati zanardelliani e giolittiani più giovani.
Che fare? Il nuovo regolamento prevede perfino che il presidente possa chiedere l'intervento della forza pubblica per far rispettare i suoi provve­dimenti, che possono arrivare anche alla espulsione di deputati dall'aula. Colombo, che ha un alto senso del suo ufficio, ritirandosi contristato per lo spettacolo indegno a cui sono oramai ridotte le sedute della Camera, di­chiara ai colleghi dell'ufficio che egli, e lo farà a dichiarato titolo di pro­testa, non tornerà più a presiedere; d'altra parte non sarà lui a consentire