Rassegna storica del Risorgimento

MATTIOLI GIACOMO ; MODENA
anno <1919>   pagina <440>
immagine non disponibile

* A. Sorbetto
per vendicarsi del Mattioli, si valessero di due massai : V uno di far pei-venire in potere delgoverno lettere ed avvisi, a lui diretti in cifre e sotto forma settaria; l'altro col mezzo della confessione auricolare ecclesiastica fatta a monsignor PeàVeM? elemosiniere dei Duca che colà predicava nelle missioni, che l'ipocrisia dei Duca faceva fare ovunque per estorcere dagli animi deboli dei riveli sulle passate vicende. E' cacto che monsignor Pedrelii riportò al Duca le deposizioni, che gli erano state fette in confesso, siccome egli è altresì indubitato che sul finire del giugno 1833, il Duca venne avvertito dall'estero che nella montagna modenese si tramava una ai volta, e che capo della medesima ne era il Mattioli. E cosi pare che il governo levasse, sui primi di luglio, dall'ufficio postale una lettera finta settaria e al medesimo diretta, dalla quale appa­riva che il suddetto Mattioli aveva sottoposto nella primavera al Gran Consiglio Elvetico un piano di rivolta per gli Stati Estensi e principalmente diretto a sollevare la montagna modenese, il Fri­gnano, la Garfagnana, Massa e Carrara colla Lunigiana; che il suddetto piano era stato approvato dal Gran Consiglio il quale lo aveva qualificato come il più radicale, il più decisivo, all'oggetto di costituire una federativa repubblica, e che perciò aveva insi­gnito il Mattioli della carica di presidente. (Sottoposta dal governo al Duca la lettera medesima, ordinò egli l'immediato arresto del Mattioli. La mattina del 14 luglio venne eseguito l'ordine e fu pure fatta una diligente perquisizione alla casa ed all'uffizio di Mattioli, senza che si trovasse carta veruna di sospetta provenienza. Altra lettera in forma settaria, datata il due agosto da Marsiglia, e di­retta al Mattioli, fu quindi fatta cadere nelle mani del gover­no (1).
Finalmente il Piatomi dà sulle lettere la versione che pro­venissero da tale di Fonano chà Stato punito dal Mattioli nella sua giusdicenza di Fonano. Nel luglio 1833 l'avvocato Mattioli fu denunziato al duca Francesco IV, del quale era affezionato servi­tore, come appartenente alla Società .della Giovène Italii cui proseliti egli dirigesse nel Frignano: ed affinchè il tiranno apprez­zasse tutta la fellonia di quel magistrato, la falsa denunzia era corredata di una lettera che imitava perfettamente il carattere e la firma del Mattioli, nella quale questi dava conto a un emigrato
(1) Loc. :ttife., pp. 198-199.