Rassegna storica del Risorgimento

MATTIOLI GIACOMO ; MODENA
anno <1919>   pagina <442>
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4J A Sorteli
Mi rallegro con V. A., disse il buon prete appena fa di* nanzi al Duca, per il fatto che la Divina Provvidenza l'assiste, of­frendogli i mezzi di scoprire i tradimenti e di conoscere le verità. Da queste carte (e le presentava) rileverà le macchinazioni : nei travi del carcere Vienna nel? ergastolo e presso Mattioli vi sono i documenti ohe giustificano il qui esposto.,. .
H Duca l'interruppe, dicendo:
Non vi saranno ! .
E il buon prete soggiunse con cortese fermezza:
ÌJ assicuro che vi si trovano; non si fidi di alcuno e vada in persona .
Non dubitate, gli disse il Duca, e lo licenziò (1).
Il Duca volle stavolta certificarsi della cosa, tanto più che le mogli a i parenti di altri condannati, avuto sentore di ciò, si erano a lui rivolti, E infatti, senza avvertire il Gal lotti, fece fare la per­quisizione, e le indicate carte nei travi e presso Mattioli furono trovate.
1/ innocenza poteva ora, se non prima, apparire evidente al Duca, e credo che per un momento egli pensasse realmente a mettere in libertà tanta innocenti. Ma poi prevalse, sotto 1' azione del Biccini e degli altri mali consiglieri, e in considerazione del proprio interesse, un altro concetto E cosi i parenti, che da prin­cipio avevano trovato presso il Duca benevola accoglienza, furono dopo qualche tempo rimandati in malo modo coli'affermazione che tutti i condannati erano colpevoli!
La cosa si spiega facilmente. H Eiccini avrà fatto comprendere che la dichiarazione d'innocenza di questi del proceso Mattioli a-vrebbe recato disdoro all'Amministrazione della Giustizia estense, non solo, avrebbe permesso che legittimamente si levasse il sospetto su gli altri processi ohe in quegli anni grigi si erano fatti, e spe­cialmente su quello contro il oav. Ricci, per il quale universale era ancora il dubbio. E il Eiooi era stato giustiziato !
Morso dalla coscienza, il Duca prese una via di mezzo, che non dava però agli indebitamente condannati alcuna soddisfazione : il 19 agosto del' 1837 emanò un indulto col quale' concesse ai condannati molte diminuzioni dì pena, alcuni liberandoli, altri
(1) Memorie autografe di GIUSEPPE GIÀNBI.LI, fase. Ili, p. 46. Manoscritta presso il signor àw"Qftrlo Ghibellini di Pavullo.