Rassegna storica del Risorgimento
CRISPI FRANCESCO CARTE; MANCINI PASQUALE STANSLAO CARTE; MUSEO
anno
<
1968
>
pagina
<
90
>
90
Libri e periodici
gesti e delle parole, che ne accompagnano il sacrificio:: Non ho tatto abbastanza per l'Italia (p. 152).
Nella prospettiva nella quale si e posta l'A. non assumono evidentemente rilievo altri aspetti della vita di Reggio nell'età del Risorgimento. L'A. si muove deliberata* mente su di un piano quanto si vuole tradizionale, ma non meno essenziale della nostra vicenda nazionale, che si rischia, ora dopo tanta reazione, di trascurare del tutto, con il risultato di una rappresentazione altrettanto incompleta.
Questo libro, perciò, può esercitare il suo salutare richiamo anche sugli speda-nostra vicenda nazionale, clic si rischia, ora, dopo tanta reazione, di trascurare del Risorgimento, che è anch'esso una realtà, pur nei suoi aspetti convenzionali, o, come ditte, mitologici.
VITTORIO E. GWNTELLA
ETTORE SPAGGIARI, Manfredo Fanti e la Spagna (nel primo centenario della morte di Manfredo Fanti), con presentazione di EMILIA MORELLI (Quaderni del Comi tato modenese dell'Istituto per la storia del Risorgimento, 3); Modena, Tip. editrice Immacolata Concezione, 1965, in 8, pp. 134. L. 1500.
La Spagna, nella varietà delle sue componenti etico-politiche, nel fascino della sua arte, era viva nella cultura italiana risorgimentale: il romanticismo aveva portato uno slancio entusiastico verso la patria di Cervantes, la quale, fin dai giorni della resistenza contro le armate napoleoniche, era simbolo della lotta per l'indipendenza nazionale, e la cui poesia popolare e le gesta epiche dei suoi romances, e il suo teatro racchiudevano motivi di grande attrattiva. (I nostri primi romantici onde dilatare i confini dell'arte e della critica ci esortavano alla studio della Spagna > affermava Arturo Farinelli nel Giornale storico della letteratura italiana, 1897, p. 289). Tutto il nostro movimento romantico sentì nella Spagna la terra promessa della fantasia, e notevole fu l'esotismo spagnolo nella nostra letteratura (basti pensare ai noti temi del Prati e del Carrer) soprattutto per il contributo recato dal Conciliatore, per i morivi di propaganda letteraria del Di Breme, del Sismondi, del Berchet, del Pellico, del Pecchio, e del milanese Spettatore Italiano. Pensando alla Spagna, all'inizio della Restaurazione, non possiamo non ricordare le efficaci pagine di Giorgio Spini, che meglio di altre ci portano al clima psicologico di uno dei miti fondamentali del romanticismo liberale (cfr. G. SPESI, Mito e realtà della Spagna nelle rivoluzioni italiane del 1820-21, Roma, 1950). Tali motivi politico-culturali della nostra civiltà risorgimentale ci introducono alla lettura di questo prezioso e benemerito lavoro di Ettore Spaggiari, la cui fatica è stata lunga nell'ambito delle ricerche archivistiche, e il cui merito è stato ufficialmente riconosciuto, conseguendo un premio della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
La Spagna esercitava sui nostri esuli una notevole attrattiva, perché essa commuoveva le anime nobili e forti come ha scritto il Ghisalbertì con il suo patrimonio di fierezza nazionale e il suo sentimento d'indipendenza : ... il mito della Spagna suggeriva con le sue guerrlUas nuove possibilità e nuovi metodi di guerra rivoluzionaria ai superstiti delle ultime catastrofi da Santarosa a Guglielmo Pepe, da Giacinto Collegno a Carlo Bianco di Saint-Jorioz, che, nel 1830, adattava alle necessità italiane i canoni spagnoli della guerra partigiana (cfr. Storia d'Italia, coordinata da NINO VALERI, Torino, 1965, 2* ediz., voi. ILI, p. 540). Manfredo Fanti, durante la sua esperienza iberica, educò se stesso al sacrificio e seppe, nella sua non breve odissea, temprare il proprio spirito, raggiungere il proprio equilibrio morale, ed apprese l'arte della guerra, la tattico operativa, anche se occasionala da episodi di non vasto respiro.
Sull'esperienza militare maturata nella penisola Iberica e nell'America meridionale, e sulla origine carbonara e settaria di molti nostri soldati del Risorgimento pone l'accento Emilia Morelli nella breve ma densa presentazione, nella quale si