Rassegna storica del Risorgimento

CRISPI FRANCESCO CARTE; MANCINI PASQUALE STANSLAO CARTE; MUSEO
anno <1968>   pagina <94>
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Libri e periodici
pagine autobiografiche tommasciane. L!Astaldi ha saputo utilizzare, con puntuale esattezza, tutti i testi toraiuaseiani che offrono motivi di interesse biografico, e, attraverso la lettura attenta della vastissima produzione del Dalmata, ha colto nuovi segreti, nuovi palpiti di quell'anima complessa.
La vita del Tommaseo, per la varietà delle sue componenti psicologiche, spiri tnali, umane, per l'intensità delle sue avventare, per la pluralità dei contatti, delle amicizie, presenta al biografo serie difficoltà. Più difficile ancora è la rico­struzióne della sua vita interiore, tesa sempre nel dissidio tra la carne e lo spirito, tra incontinenza e preghiera, tra la purezza dei sentimenti e gli amori ancillari, tra la donna intesa come termine stilnovistico e l'adescamento della meretrice. Tommaseo è, nella parabola della sua vicenda umana, un costante segno di contraddizione: in lui la spiritualità cristiana è accompagnata talvolta dalla più bassa sensualità. Le antinomie del suo animo non hanno momenti di silenzio: da una parte il senso di colpa il pen­timento, il pianto, la preghiera, l'ascesi ; dall'altra la femmina, il peccato ripetuto, la sofferenza fisica, la maldicenza. Un'ansia di redenzione fiorisce in lui ad ogni fallo; è spesso il punitore di se stesso, si impone mortificazione e rimorso, ma i sensi prepo­tenti, la sua stessa inquietudine rendono vani i suoi propositi morali. Esce da una chiesa, dove ha pregato di cuore, ed entra nel Inpanare: non è impostore o ipocrita, bacchettone o corrotto, fi tutto insieme, ed è nulla; è Tommaseo, una personalità com­plessa che la Astaldi, con mano felice, ha ridimensionato, e non ci può apparire diversa­mente da come la vediamo vivere in questo libro, che si legge volentieri per la scioltezza dello stile, per l'umanità, di cui l'Autrice ha sapnto rivestirlo. Dopo gli studi del Ciam-pini, ricchi di erudita interpretazione, e le scoperte di interessanti documenti e la pubblicazione di utilissimi testi, alle quali ha contribuito l'opera solerte e appassionata di Petre Ciureanu, dopo, direi, la vera scoperta di Tommaseo alla fine della seconda guerra mondiale (la Vita del Ciampini è del 1945) era necessaria un'opera come questa.
L'Astaldi ba confermato le sue note attitudini di scrittrice, dandoci una biografia viva, schietta, basata sul rispetto del documento e sulla scrupolosa obiettività. Ha saputo mantenere il suo equilibrio narrativo-interpretativo in un libro destinato al gran pub­blico, e ciò è forse più difficile che lo scrivere ad uso accademico.
EMILIO CÒSTA
ALDO FERRARI, Storia del Risorgimento, voi. V: Dalla presa di Porta Pia a Vittorio Veneto, J870J918; Livorno, SEIT, 1966, in 8, pp. 382. L. 1500.
Il nome di Aldo Ferrari, prima della seconda guerra mondiale, era noto nel campo degli studi storici, e massime tra i risorgimentisti, per alcuni lavori che ancora oggi si possono consultare con qualche profitto {La preparazione intellettuale del Risorgimento italiano, 1923; L'esplosione rivoluzionaria del Risorgimento, 1925; L'Italia durante la Restaurazione, 1935; La soluzione unitaria del Risorgimento, 1938). Il presente volume, che si pubblica postumo con una nitida e utile prefazione di Italo Malco, conclude la sintesi interpretativa del Risorgimento italiano realizzata dal Ferrari,
Nato a Licciana Nardi (Massa Carrara) il 14 febbraio 1888, Aldo Ferrari si laureò in Lettere e Filosofia a Pisa nel 1910, e insegnò nei ginnasi e nei licei statali. Fu interventista e partecipò volontario alla prima guerra mondiale. Socialista e1, demo* eretico, non nascose la sua opposizione alla dittatura; nei primi mesi del 1939 fu arrestato dalla polizia politica fascista sotto l'accusa di aver contribuito al Soccorso rosso . Liberato, dopo alcuni mesi di carcere, depresso e sofferente, allontanato dalla scuola, si tolse la vita il 14 agosto 1939, pochi giorni prima di comparire innanzi alla commissione per l'assegnazione al confino,
Aldo Ferrari aveva concepito una storia polidco*Bociale del nostro Risorgimento, inquadrandola nel movimento rivoluzionario europeo. Vedova il Risorgimento come la risultante di forze etico-politiche diverse, unite spiritualmente in un costante sforzo comune. Corrado Barbagallo scrisse, commemorando il Ferrari: Santorre di Santarosa, Mazzini Cavour, gli avvenimenti del ;21 e del *48 non furono personaggi estranei al