Rassegna storica del Risorgimento

CRISPI FRANCESCO CARTE; MANCINI PASQUALE STANSLAO CARTE; MUSEO
anno <1968>   pagina <148>
immagine non disponibile

148
Vita dell'I sii luto
Art. 13. La Presidenza dell'Istituto e, previa autorizzazióne di questa* I Co­mitati locali hanno facoltà di uccellare, secondo le norme dì legge, donazioni e lasciti.
Art. 14. - La riunione della Consulta di coi all'ari. 6 dello Statuto, avviene almeno una volta all'anno.
Art. 15. L'elezione dei cinque rappresentanti dei Comitati nel Consiglio di Presidenza avviene mediante votazione segreta, alla quale non partecipano i mem­bri effettivi e cooptati del Consiglio di Presidenza. Eseguito lo spoglio delle scliede, il Presidente dell'Istituto proclama eletti, per il triennio successivo, i cinque Pre* Bidenti clie hanno raccolto il maggior numero di voti.
Art. 16. Il Consiglio di Presidenza dell'Istituto determina la percentuale sulle quote sociali che può essere trattenuta dai Comitati locali.
Art. 17. I Comitati debbono versare alla sede centrale le quote sociali non oltre il 30 aprile di ogni anno.
Art. 18. La Presidenza dell'Istituto, udito il parere della Consulta, può ap­portare modificazioni al presente regolamento.
Modificato nétta seduta détta Consulta del 21 ottobre 1967.
*
AVELLINO. Per iniziativa del nostro Comitato e di quello per le celebra­zioni di F. De Sanctis e P. S. Mancini, il segretario generale dell'Istituto ha parlato il 18 novembre u.s., nel salone della Prefettura, su: <Pasquale Stanislao Mancini e il Mezzogiorno .
* *
BARI. Un improvviso malore ha stroncato la vita del generale del ruolo d'onore Ferdinando "Viterbo. Al fratello, prof. Michele, presidente del nostro Comitato, rin­noviamo le condoglianze più sentite del Consiglio di Presidenza e dei soci
* *
CATANIA. Il Comitato ha iniziato la sua attività per il nuovo anno sociale 1967*68 con una conferenza del prof. Massimo Ganci dell'Università di Palermo, che ha parlato su La crisi détta coscienza risorgimentale nell'opera letteraria di Luigi Pirandello, in un'aula della Facoltà di Giurisprudenza a Villa Cerami. Presentato al pubblico dal Presidente del Comitato, prof. Vittorio Frosini, il prof. Ganci' ha tratteggiato un quadro assai ricco e suggestivo del Pirandello interprete della co­scienza risorgimentale, soffermandosi particolarmente sul romanzo 1 vecchi e i gio­vani, nei cui personaggi il drammaturgo agrigentino adombra e dissimula fatti e figure dell'ultimo scorcio del diciannovesimo secolo, quali lo scandalo della Banca Romana, i fasci siciliani, Crispi, Barbato, etc. Radicale in politica e in contatto col Colajanni, Luigi Pirandello fu un attento spettatore di questi avvenimenti, che scon-volsero la vita deU'ancor giovane Stato unitario, come attestano alcune pagine del romanzo in cui il suo autore utilizzò ampiamente brani dei giornali radicali e socia listi, che attentamente seguiva. Ma anche questa versione del Pirandello della storia d'Italia eoi egli fu testimone, presenta come tutta l'opera pirandelliana, due facce: una tragica, drammatico, la vicenda dei fasci siciliani e i primi passi del socialismo nell'isola, ed una grottesca, affidala a personaggi, non sempre inventati, che rivelano anche in questi aspetti non molto noti della sua produzione la presenza dei motivi conduttori di tutta l'opera maggiore del letterato agrigentino.