Rassegna storica del Risorgimento
CRISPI FRANCESCO CARTE; MANCINI PASQUALE STANSLAO CARTE; MUSEO
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1968
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154
Vita dell'Istituto
11 Comitato pavese del nostro Istituto dedicherà gran parte del quarto numero della suu rivista. Annali pavesi del Risorgimento a stadi e ricerche sul 1867.
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PERUGIA. Riprendendo la sua normale attività culturale, mercoledì 13 direni-lire, nella sala delle conferenze dell'Associazione La Fonte Maggiore , il Comitato perugino dell'Istituto ha indetto una tavola rotonda sul tema: La filosofia politica di Giuseppe Mazzini nel libro di Alessandro Levi, con la partecipaizone dei proff. Averardo Montesperelli Angelo Tamborra, Uberto Scarpelli, Piero Treves.
Ha introdotto la discussione il prof. Montesperelli, in qualità di Presidente del Comitato, il quale dopo avere ricordato come il libro del Levi fosse stato edito la prima volta nel 1916, e avesse avuto la sua seconda edizione nel 1922, mentre ora viene nuovamente ristampato a cura di Salvo Mastellone, ha fatto una rapida sintesi dei temi fondamentali e conduttori dell'opera.
Il prof. Scarpelli successivamente ha illustrato la personalità del Levi come uomo, come studioso e come educatore, mettendo in chiaro rilievo come questi aspetti si fondessero in lui, in una perfetta, coerente, esemplare unità.
Il prof. Treves, quindi, ha condotto una disamina attenta e fine dei molteplici elementi che hanno concorso nello spirito del Levi a fare di lui una personalità altamente significativa e valida nella cultura italiana del nostro tempo. L'oratore ha mostrato come i motivi del pensiero mazziniano trovassero nello spirito del Levi una profonda risonanza.
Il prof. Tamborra è passato, quindi, a considerare quei temi della filosofia politica del Mazzini che il Levi nella sua opera proponeva al ripensamento degli Italiani, nel momento in coi l'Italia, impegnata nella Grande Guerra, sentiva il Insogno di trovare i suoi principi orientativi, di fare le sue scelte, per l'immediato avvenire che avrebbe dovuto affrontare.
La interessante manifestazione culturale è stata seguita, oltre che dai soci del Comitato, anche da un scelto pubblico d'invitali.
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PIACENZA. Organizzato dal nostro Comitato e dalla Sezione di Piacenza della Deputazione di storia patria per le province parmensi si è svolta, il 3 dicembre ti.s.. una riunione di studio per ricordare il 2 centenario della nascita di Melchiorre Gioia. Diamo il resoconto dalla Libertà del S dicembre.
Domenica mattina è stato celebrato il secondo centenario della nascita del piacentino Melchiorre Gioia (Piacenza 1767-MiIano 1829) nel salone della Biblioteca comunale, ove sono state lette cinque relazioni sulla vita e l'opera dell'illustre concittadino.
Promotori della commemorazione sono stati il comitato piacentino dell'Isti* luto per la storia del Risorgimento italiano e la sezione piacentina della Deputazione di storia patria per le Provincie parmensi, rispettivamente diretti dal conte dott. Giuseppe S. Manfredi e dal conte prof. Emilio Naselli Rocca, i quali, dal tavolo della presidenza hanno diretto lo svolgimento della tornata congiunta delle due istituzioni culturali.
II prof. Giuseppe Fori ini ha premesso alla sua relazione una scheda biografica orientativa del Gioia, quindi è entrato nell'argomento: L'esilio da Milano nel 1809 e una lettera di V. Foscolo.
Nel 1807 il Gioia fu assunto alla carica di direttore dell'Ufficio di Statistica. In tale attività il fiero e dotto piacentino polemizzò con i membri del governo fino alla rottura ed alla destituzione avvenuta nel 1809, per decreto del viceré Eugenio. Il Foscolo in una lettera al Monti, delia quale il prof. Forimi ha letto i passi più significativi, critica la poca " saviezza " dell'amico Gioia nel trattare con i potenti.