Rassegna storica del Risorgimento

CRISPI FRANCESCO CARTE; MANCINI PASQUALE STANSLAO CARTE; MUSEO
anno <1968>   pagina <155>
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Vita dell'Istituto
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La lettera è una risposta ad una informazione del Menti sulla disgrazia occorsa al Gioia loro comune amico.
La risposta del piacentino alla deliberazione del viceré fu un romanzo sati­rico: La scienza del povero diavolo, ove a cominciare dal segretario generale del ministro degli Interni, prendeva di mira gli uomini pia in vista coi quali aveva precedentemente polemizzato; ed ecco l'esilio da Milano come reazione del colpiti. Il Gioia riparò a Castel San Giovanni. Da qui partì una lettera al Foscolo, molto dignitosa: dai passi riportati dal Forimi, risalta come il Gioia non abbia accettato i consigli del Foscolo che lo aveva invitato a " picchiare alla porla del principe "-
Il dott. Corrado Sforza Fogliani ha trattato dell'Attività pubblicistica milanese del Gioia.
Premessa l'importanza dei giornali sulla formazione della opinione pubblica in Italia nel periodo napoleonico, indice di un risveglio vivo e vigoroso di forze e di interessi politici, ha dapprima esaminato le vicende e le idee del Monitore italiano, fondato dal nostro Gioia, dal Foscolo e da Giacomo Breganze, all'indomani della perdita dell'impiego all'ufficio di Statistica del primo. Sul Monitore che visse per quarantadue immeri, fino alla soppressione Foscolo, Gioia e Breganze ebbero modo di illustrarsi come brillanti giornalisti fino ad essere citati in Tribunale (il Bre­ganze).
Altro giornale fondato da Melchiorre Gioia fu II Censore a giornale filosofico* critico di Mei. G. " ove pubblicava tra l'altro, ampi resoconti delle sedate del Corpo legislativo e dei provvedimenti dell'Esecutivo: durò solo quattro numeri perché il Direttore disturbato da critiche molto chiare fra le righe dei resoconti, Io soppresse. Il Gioia indignato frantumò i sigilli apposti ai torchi.
A quattro mesi da questa soppressione usci la Gazzetta nazionale della Cisal­pina, secondo giornale tutto del piacentino, con le caratteristiche di organo ufficioso del Governo, che si era abbonato per 1000 copie. Nonostante l'appoggio governativo il Gioia non subì costrizioni ideologiche e dopo cinque soli numeri anche questa Gazzetta fu soppressa.
Due giorni dopo usciva il Giornale filosofico politico sempre con le stesse caratteristiche editoriali. Doveva essere la continuazione della Gazzetta e visse 18 numeri; fu il miglior giornale del Gioia.
La terza comunicazione è stata: La filosofia morale, nel pensiero di M. G. Il conte G. S. Manfredi ha esaminato quelle opere che trattano di proposito questa materia, specificando però cosa intendesse il Gioia per filosofìa e cioè scienza che studia gli effetti che i principi e le cause producono sull'operare umano. 11 nuovo galateo e il trattatello " Del merito e delle ricompense " hanno spunti etici che sono stati evidenziati. La filosofia del Gioia è soprattutto filosofia della pratica, fondata per concetti sensistici (il piacere, il dolore) ma nobilitata da un grande e nobilissimo fervore per la vita sociale.
Essendo presente il prof. Carlo E. Ferri preside della facoltà di Scienze poli* lidie all'Università di Pavia, il conte Manfredi lo ha invitato, come studioso della materia statistico-economica e del Gioia stesso, sul quale pubblicò uno studio, a prendere la parola e il contributo del prof. Ferri è stato molto illuminante: ha ricordato l'origine filosofica degli economisti del primo ottocento ed ha puntualiz­zato l'originalità del Gioia in alcuni spunti, in cui fu cosi precursore da essere attuale, come in fatto di contabilità nazionale, di rilevazioni statistiche, di concezioni economiche BUÌ fondi agrari e sulle industrie, il tutto sempre permeato da alti sensi patriottici.
È seguito il quarto intervento in programma Gli spunti sociologici, relatore il prof. Giuseppe Berti. Lo studioso ha esaminato fonti inedite giacenti alla Braidensc di Milano. Ma quindi seguito il formarsi di una concezione sociologica in una prima fase intuitiva, ma fondamentale, nel Collegio Alberoni (da cui il Gioia usci sacer-dote) e prima del 1797 In Piacenza. La seconda fase, più approfondita ai svolse a Milano dal 1797 al 1829 e raggiunse compiuta espressione in " Piano di statistica