Rassegna storica del Risorgimento

FRANCIA RELAZIONI CON IL REGNO DELLE DUE SICILIE 1820-1821; REG
anno <1968>   pagina <174>
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174 Vladimiro S pur ber
distria che voleva riparlarne coU'Impcratore, rinviato francese fu sorpreso di sentire che tutto era rinviato eventualmente a dopo il congresso sia per­ché desiderava raccordo di tutte le potenze in congresso, sia perché la situa­zione interna della Francia (erano giunti ì rapporti sul 19 agosto) non era ancora tale da permettere di la voir avec tranquilli té se mettre en rapport particulier avec les États révolutionnés et en devenir, en quelque sort, le patron . Capodistria aggiunse che solo dopo il congresso la Francia avrebbe potuto fungere da mediatrice ma non, come intendeva Richelieu, in caso di invasione austriaca, e che comunque la mediazione doveva essere consi­derata d'une manière plus élevée et non comme une recrimination .
Richelieu fu del tutto d'accordo con queste contro-proposte, ce notre intervention sera préferahle après Troppau qu'avant . Ma egli riteneva oc plus propre à rassurer le monde che la mediazione fosse franco-russa. Ed alla non-oc réerimination opponeva la necessità di or effacer autant que possible le vice originel de la revolution Napolitaine, dans l'intérèt de la Societé et dans l'esprit mème de la note russe sur les affaires d'Espagne .x) Il successo della politica francese fino a questo momento appariva in­dubbio: l'Austria costretta a sottomettersi alle decisioni unanimi di un con­gresso, e la certezza che questo congresso non avrebbe potuto raggiungere l'unanimità per l'opposizione britannica e sarebbe stato costretto eventual­mente a fare appello alla mediazione franco-russa. Mediazione che anzi­tutto doveva assicurare alla Francia quel ruolo di primaria importanza che essa perseguiva. E già il Capodistria aveva rilevato che qualunque ne fosse stato l'esito, essa era tale da rallier tutti gli onesti e convincere il paese della fedeltà del governo alla costituzione anche se poi le potenze aves­sero dovuto far ricorso ai moyens actifs .2J Ma fu a questo punto che il governo francese commise due gravi errori, che si rivelarono decisivi. Am­bedue vennero attribuiti ad esigenze di politica interna: l'allineamento for­male della politica estera francese con quella britannica e la non-partecipa­zione di Richelieu ai congresso di Troppau. Pasquier spiegava all'ambascia­tore a Roma Blacas che la Francia era costretta ad imitare la linea adottata dalla Gran Bretagna quando questa per giustificarla ce allègue les formes de
1) Meni o ire de Mr. Béckn sur su mission à V arso vie in PAMAE, France 699, Mémoires et documens, n. 16, pp. 85-105, e note Richelieu pp. 94 e 95. Cfr. anche nota marginale dello stesso, p. 93 : Gommoni accorder l'idèe de cette niédi ai ioti venne dn Cte C avec les reproches qu'il m'a faita sur la proposition que j'en avais falle moi-meme? C'eat que, dans so lettre ù moi, il a esprime la pensée de l'Empcreur, et dans sa conversation, la trienne propre. Capodistria aveva concluso ammettendo: e ma politique à moi est hnrdie, petit-ètre trop. Je vouluis vous faire forts. On vous donne le conseil de l'ètre. Tachez d'en profìter. Au surplus, la Russie sera toajoura fallico de la France... . Pasquier, in Mémoires ciu,: voi IV, pp. 531-538, cita ampi stralci di questo doc, che attribuisce a M de la Sensée .
2) Mémoire del Bcehu Hi., p. 94.