Rassegna storica del Risorgimento

FRANCIA RELAZIONI CON IL REGNO DELLE DUE SICILIE 1820-1821; REG
anno <1968>   pagina <182>
immagine non disponibile

182 Vladimiro Sperber
rejotta .1) Conseguenza del pessimismo di Richelieu fu un certo ammor­bidimento della politica finora perseguita. La Francia avrebbe potuto acce­dere ad un intervento armato qualora tatti i tentativi di mediazione fossero stati realmente intrapresi con esito negativo, e per questa mediazione spe­rava in Ferdinando I, che il Blacas, nominato capo della delegazione fran­cese a Lubiana, avrebbe dovuto dirigere secondo le intenzioni francesi. Inol­tre la Francia, protettrice naturale degli Stati italiani e preoccupata esclusi­vamente del loro bonheur et tranquillité , giusta le parole di Pasquier, era disposta a notevoli sacrifici purché essi si allineassero alla sua politica. Tutte le corti italiane avevano fiducia illimitata in Blacas: trovassero dunque in lui d'abord un guide, puis, s'il est nécessaire, un appui . Se, esaurite le possibilità di una soluzione pacifica, gli Stati italiani ritenessero necessaria l'occupazione del Regno delle Due Sicilie e ne facessero condizione sine qua non per allinearsi alla Francia, Blacas poteva acconsentirvi adoperan­dosi però per alléger le fardeau [dell'occupazione militare] et en limiter la durée .2) Contemporaneamente la Francia persisteva nell'incoraggiare un colpo di Stato a Napoli.
Colpo di Stato e mediazione erano due momenti ben distinti della po­litica francese solo utilitariamente unificati. Il colpo di Stato contemplava la restaurazione dei poteri e delle prerogative regi, e la concessione sovrana di una limitatissima costituzione. Il Re ed il governo napoletani avrebbero poi potuto appellarsi alla Francia per una mediazione tra Napoli e le tre potenze nordiche. Ma la Francia non si espresse mai chiaramente circa la propria disponibilità. Ciò che è chiaro, ricollegandosi al primo documento citato di Pasquier, è l'intenzione francese di sfoggiare le proprie potenzia­lità nella penisola quasi merce di scambio o forza contrattuale contro le pretese austriache, e per evitare uno spargimento dì sangue. A Napoli la Francia intendeva riacquistare, ad uso interno, una verginità costituzio­nale definitivamente compromessa ed un ruolo di potenza di primo grado nell'agone internazionale per riconciliarsi bonapartisti e borbonici. Parente­ticamente notiamo che ambedue i progetti erano teoricamente ben accetti ai Russi; Capodistria ne era stato il principale ispiratore ed ancora al con­gresso di Lubiana lo stesso Alessandro proponeva a Richelieu un simile ruolo in Spagna.3) Sempre a Lubiana Io Zaz dichiarava di perseguire, nei confronti di Napoli, una politica non dissimile. Ai Napoletani sarebbero stati rivolti conseils et propositions que la démencc Seul pouroit faire rejetter
i) Mémoire di Raynevai in PAMAE Laybach 718, datata 6 gennaio 1821, e note marginali di Ricbelicu pp. 92, 93, 94. No pas rester ótranger , si è nuli solo nell'alleanza.
2) PaBqnier a Blacas, 9 gennaio 1821, ivi.
8) La FerronnayB a Pasquier, 2? gennaio 1821, tuij cu*, reazione Richelieu in leti. a. Pozzo, <*, p. 586 (cftYnyé ); successivamente accettò.