Rassegna storica del Risorgimento

FRANCIA RELAZIONI CON IL REGNO DELLE DUE SICILIE 1820-1821; REG
anno <1968>   pagina <183>
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La politica napoletana della Francia 183
e che non miravano allatto alla restaurazione della vecchia amministra­zione. Lo Zar si diceva compreso della a necessitò d'accorder de sages et de raisonnables modtficalions suflìsants aux besoins della nazione. L'even­tuale ingresso delle truppe austriache avrebbe assunto carattere ostile solo se i Napoletani avessero osato opporre una a inutile et coupable résistance a chi veniva remettre le repos dans leur pays . ** La proposta mediazione pontificia si inseriva in tale politica. Collo stesso intento lo Zar aveva con* vocato a Lubiana il consigliere di Stato russo Oubril, che risiedeva allora a Pisa, per inviarlo poi a Napoli, ufficialmente come ambasciatore per rim­piazzare il malato Slackelberg, in effetti per tentare quella mediazione che, riteneva La Maisonfort, nous avons ref use ! Oubril, partito da Lubiana, incontrò Ferdinando che vi si recava ad una posta dalla città, e gli consegnò le credenziali, continuando poi il viaggio verso Firenze. Ma la sua missione aveva spaventato Metternich, che indusse Ferdinando a chiedere allo Zar che il suo ambasciatore rimanesse a Firenze, notando con un certo humour che Oubril era accreditato presso la sua persona che trovavasi a Lubiana e non a Napoli. 2) La Russia, come la Francia, si attendeva da questo Re opera di mediazione e proposte di saggie innovazioni!
Legislatori di costituzioni. La politica francese era assurda perché poggiava sull'illusione che la Francia tout court e conseguentemente anche il suo governo, fosse tuttora la guida indiscussa del liberalismo europeo. (Non meno illusoria era la speranza che il reazionario Ferdinando I po­tesse essere influenzato dal capo costituzionale della dinastia borbonica). Il Pasquier amava dilungarsi sull'influenza esercitata in tutta l'Europa dal liberalismo francese. L'influenza del liberalismo francese è indiscussa, che si accetti o no la esistenza del cornile directoire, ma Pasquier dimenticava che essa si esercitava contro il governo francese. L'Europa prestava orecchio alle nobili parole in difesa della Charte, ma a queste il governo aveva ri­sposto con leggi speciali liberticide ed uccidendo, nelle strade di Parigi, uno studente reo di manifestare in difesa della Citarle. Cette Charte che il governo voleva diffondere in Europa ce a besoin, autant et plus d'étre rétablie, que d'étre revisée 8) scriveva un liberale modificatere della costituzione spagnola. E la Minerva Napolitano rispondeva alla Francia: Terra infelice, ove le costituzioni si scrivono sulla sabbia, ed a cui tante
i) La Ferronnuy* e Pasquier, 14 gennaio 1821, PAMAE Laybach 718.
2) Riferito da Meli, a Eaterhàzy, 11 gennaio 1821, Àtty voi. V, p. II, p, 448. Cfr. anche Lo Maisonfort a Pasquier, 13 e 20 gennaio 1821, PAMAE Toscane 163, e cdép. eollectj a Pasquier, 12 gennaio 1821, Ltiybtwh 718, p. 129.
8) J.D. LANJUINAIS, Vues politiques sur les clutngemens à /otre à la constltudon de VEspagne, afin de la consolidar, spécialement dans le Royaume des Deux-Siciles, Paris, decembre 1821, p. 5.