Rassegna storica del Risorgimento

FRANCIA RELAZIONI CON IL REGNO DELLE DUE SICILIE 1820-1821; REG
anno <1968>   pagina <186>
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Vladimiro Sperber
Blacas e il suo re. - Par disprezzando il re di Napoli, il governo francese sicuro deU'iiifhienza che su di lui esercitava Blacas lo ritenne una pedina importante della propria politica. Pierre Louis Jean Casimir conte (poi duca) de Blacas d'Aulps, già favorito di Luigi XVIII, aveva retto le sorti della Francia durante la prima Restaurazione appunto in tale veste: i risul­tati erano stati tali che, dopo i Cento Giorni, il He fu costretto a separar­sene per le miammi proteste delle potenze. Carico di onori venne ambascia­tore in Italia, prima a Napoli ove trattò il matrimonio di Carolina col duca di Berry, poi a Roma. Dall'esilio romano volle nel 1817 riconquistare a Parigi le perdute posizioni (probabilmente chiamato dalla duchessa di Nar-bonne) abbandonando la sua sede senza autorizzazione, ma trovò il Re ada­mantino. Alla sua amicizia con Joseph de Maistre dedicò un volume il Daudet, ma il quand méme blacasiano era assai meno sincero del sa­voiardo. ]) Maestro dell'intrigo, Ferdinando gli era debitore delle trattative segrete intraprese da Blacas a Parigi in suo favore, ad insaputa del Tal-leyrand, e del falso delle lettere che dovevano compromettere Murat. A Roma negoziò il famoso concordato che tanta opposizione suscitò in Francia, e non fu estraneo ai relativi intrighi ultra. Al suo ambasciatore più reazio­nario la Francia affidava il compito di convertire allo chartismo il re delle Due Sicilie. Sorprende che Pasquier lungi dal comprendere il ruolo svolto dal suo ambasciatore abbia, nelle sue memorie, parole di elogio per lui per essersi ce toujours conforme à ses instructions , cosa allora peu commun . Per Lubiana Pasquier sembra facesse affidamento sulle relazioni di paren­tela tra Blacas e La Ferronnays (e l'accord entro eux devait erre facile, ils ctaient beaux-freres ) quasi sposare nella stessa famiglia ove aveva trovato moglie uno chartisla equivalesse a sposare la Citarle. Ne trasse profitto Blacas per riferire a Metternich le confidenze fattegli dal cognato, sul suo ultimo colloquio con Alessandro. **
Blacas era, come narra non senza esagerazione il Lamartine, ambas-sadeur à Rome, et investi d'une autoiité generale sur les négociateurs d'un rang moins elevé quo le sien 8' e godeva vasta popolarità nelle Corti e nei circoli più reazionari - Non inferiore al Metternich nell'arte degli in-tringhi Blacas ebbe nell'Austriaco il suo massimo ammiratore. Mentre Ca-
1) E. DAUDET, Joseph de Maistre et Blacas. heur correspondance inèdite et l'histoire de leur amitié 1804-1820 Paris, 1908. L'antlgallicano Maistre giudicava il concordato del gallicano Blacas un monument de agesse, p. 321. Ma Maistre riteneva non esservi d'autre loi, d'ira tre constitntion qae de marcher aver le Boi, diìt-il méme se (romper en qaelques choses. Si cotte doctrine n'est pas la vStre, Monsieur le Comte, j'espère au moins quo VOUB ne me fere* pas brùler ponr la mienne . Oevres Cnmpl-ot.es, Bruxelles, 1886, voi. XIII, p. 245, 8 febbraio 1816.
2) PASQUIER, Mémoires cit, voi. V, p. 57. Metternich a Bindet, 5 marzo 1821, Atti, voi. Y, p. n, p. 552: enne personne, a laquelle Ferronnays a confié les mSmes
(Jéli)ilri ...>.
8) A. DE LAMARTINE, Histoire de la Restmtratìon, voi. VI, Paris, 1851, pp. 326-327.