Rassegna storica del Risorgimento

FRANCIA RELAZIONI CON IL REGNO DELLE DUE SICILIE 1820-1821; REG
anno <1968>   pagina <193>
immagine non disponibile

La politica napoletana della Francia
193
mente ambasciatore presso il Re, e doveva accompagnarlo ovunque. Del Lebzcltern l'ambasciatore francese riferi al suo governo la missione ufficiale e la lettera di presentazione di Mettermeli. Si vantò inoltre di aver impe­dito in extremis la pubblicazione di un proclama reale che sconfessava tutto il passato, opera di Lcbzeltern, e meritò i più, vivi elogi da Parigi. L'asser­zione corrisponde probabilmente alla verità, che Blacas, come tutti i Fran­cesi, era vivamente preoccupato dalle conseguenze di un simile atto di ma­lafede (spergiuro) anche in Francia. Il Re scrisse poi una lettera Blacas-Lebzeltern ai cinque sovrani, accompagnata dalla richiesta che non la si rendesse di dominio pubblico per salvaguardare la sua famiglia a Napoli (nota delicata attribuibile a Blacas). l) Scrisse inoltre una lettera ai diplo­matici napoletani a Parigi e Londra (Cimitile, non Ludolf) ordinando loro di raggiungerlo immediatamente a... Linz. Il testo della prima lettera (poi modificato) era opera di Mettermeli, e ne era latore Lebzeltern. Questa do­veva essere predatata ce Data dalla rada di Napoli a bordo del vascello di linea di S. M. Britannica, il Vengeur, li tredici dicembre milleottocento venti 39 ed esprimerne il ce primo pensiero, appena ricuperata la sua libertà (noto­riamente il Re a bordo del vascello di Sua Maestà Britannica aveva sfog­giato la coccarda carbonara ormai caduta in disuso). A Ruffo, che nel frat­tempo gli aveva inviato un altro testo metternichiano, il Re rispondeva che, ce d'accordo con Lebzeltern e Blacas , la protesta a. io mi trovo già di averla fatta in Firenze, ma con la data di Livorno de' 21 dicembre comunque il testo <c vale lo stesso a un dipresso . Si scusava inoltre di non averne fatto copia per Ruffo ce a causa della fretta, che mi si diede da Lebzeltern e lo informava che aveva affidato a Blacas gli autografi per i sovrani francese e britannico.2*
Relativamente alla lettera, sempre predatata Livorno, colla quale con­vocava i suoi agenti diplomatici, il buon Re eccedette di zelo, provocan­done l'insuccesso. Il testo francese era stato inviato da Mettermeli a Ruffo che per ragioni di cifra lo aveva ritrasmesso in italiano senza separare nettamente il testo della lettera da scrivere dai commenti sarcastici dell'au-
*) S. Di GIACOMO, Lettere di Ferdinando W alla Duchessa di Ftoridìa, 2 voHi, Napoli, 1914, voi. I, p. 15: ... due veri Angeli Custodi che il Signore... mi ha man­dato, cioè Blacas, venuto espressamente da Roma, e Lebzeltern, che e l'amico di Mettermeli, venuto da Troppau. Cfr. rapporto di Blacas a Pasqoier da Firenze, 25 dicembre 1820 e 27 dicembre. PAMAE Laybach 718.
2) Il testo della lettera {ivi, Naples 144) è stato pubblicato da A. STEBN, Geschichte Europa von 1815 bis 1830, voi. II, Stuttgart u. Berlin, 1913, pp. 558-559. Iniziava con un poetico Je viens d'arriver à Livourne je snis enfin libre... , e alla fine spiegava di dovere alla sua famiglia di ne rien ptiblier encore. Naturalmente dichiarava di essere stato costretto colia forza a compiere tutti gli atti che recavano il suo nome. Cfr. Ruffo a Ferdinando, 16 e 27 dicembre, Atti, voi. p. I, pp. 357 e 366-367, e Ferd. a Ruffo da "Vicenza, Ivi, p. 371.