Rassegna storica del Risorgimento
FRANCIA RELAZIONI CON IL REGNO DELLE DUE SICILIE 1820-1821; REG
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1968
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La politica napoletana della Francia
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mente ambasciatore presso il Re, e doveva accompagnarlo ovunque. Del Lebzcltern l'ambasciatore francese riferi al suo governo la missione ufficiale e la lettera di presentazione di Mettermeli. Si vantò inoltre di aver impedito in extremis la pubblicazione di un proclama reale che sconfessava tutto il passato, opera di Lcbzeltern, e meritò i più, vivi elogi da Parigi. L'asserzione corrisponde probabilmente alla verità, che Blacas, come tutti i Francesi, era vivamente preoccupato dalle conseguenze di un simile atto di malafede (spergiuro) anche in Francia. Il Re scrisse poi una lettera Blacas-Lebzeltern ai cinque sovrani, accompagnata dalla richiesta che non la si rendesse di dominio pubblico per salvaguardare la sua famiglia a Napoli (nota delicata attribuibile a Blacas). l) Scrisse inoltre una lettera ai diplomatici napoletani a Parigi e Londra (Cimitile, non Ludolf) ordinando loro di raggiungerlo immediatamente a... Linz. Il testo della prima lettera (poi modificato) era opera di Mettermeli, e ne era latore Lebzeltern. Questa doveva essere predatata ce Data dalla rada di Napoli a bordo del vascello di linea di S. M. Britannica, il Vengeur, li tredici dicembre milleottocento venti 39 ed esprimerne il ce primo pensiero, appena ricuperata la sua libertà (notoriamente il Re a bordo del vascello di Sua Maestà Britannica aveva sfoggiato la coccarda carbonara ormai caduta in disuso). A Ruffo, che nel frattempo gli aveva inviato un altro testo metternichiano, il Re rispondeva che, ce d'accordo con Lebzeltern e Blacas , la protesta a. io mi trovo già di averla fatta in Firenze, ma con la data di Livorno de' 21 dicembre comunque il testo <c vale lo stesso a un dipresso . Si scusava inoltre di non averne fatto copia per Ruffo ce a causa della fretta, che mi si diede da Lebzeltern e lo informava che aveva affidato a Blacas gli autografi per i sovrani francese e britannico.2*
Relativamente alla lettera, sempre predatata Livorno, colla quale convocava i suoi agenti diplomatici, il buon Re eccedette di zelo, provocandone l'insuccesso. Il testo francese era stato inviato da Mettermeli a Ruffo che per ragioni di cifra lo aveva ritrasmesso in italiano senza separare nettamente il testo della lettera da scrivere dai commenti sarcastici dell'au-
*) S. Di GIACOMO, Lettere di Ferdinando W alla Duchessa di Ftoridìa, 2 voHi, Napoli, 1914, voi. I, p. 15: ... due veri Angeli Custodi che il Signore... mi ha mandato, cioè Blacas, venuto espressamente da Roma, e Lebzeltern, che e l'amico di Mettermeli, venuto da Troppau. Cfr. rapporto di Blacas a Pasqoier da Firenze, 25 dicembre 1820 e 27 dicembre. PAMAE Laybach 718.
2) Il testo della lettera {ivi, Naples 144) è stato pubblicato da A. STEBN, Geschichte Europa von 1815 bis 1830, voi. II, Stuttgart u. Berlin, 1913, pp. 558-559. Iniziava con un poetico Je viens d'arriver à Livourne je snis enfin libre... , e alla fine spiegava di dovere alla sua famiglia di ne rien ptiblier encore. Naturalmente dichiarava di essere stato costretto colia forza a compiere tutti gli atti che recavano il suo nome. Cfr. Ruffo a Ferdinando, 16 e 27 dicembre, Atti, voi. p. I, pp. 357 e 366-367, e Ferd. a Ruffo da "Vicenza, Ivi, p. 371.