Rassegna storica del Risorgimento
FRANCIA RELAZIONI CON IL REGNO DELLE DUE SICILIE 1820-1821; REG
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1968
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Vladimiro Sperber
Ammiratore di Metternieh il cui sermone assolutista al principe Cimi-tue La Maisonfort ingenuamente lodava al Pasqtrier, era ovvio che la sua principale attività fosse poliziesca. Col collega austrìaco sorvegliava e denunziava particolarmente i traffici col Regno costituzionale. Avrebbe anche desiderato sorvegliare tutti i Francesi non molti invero di passaggio a Firenze, ed all'uopo chiese che fosse loro fatto obbligo farai vistare da lui i passaporti; ma il governo toscano glielo aveva <c refusé avec une jalousie et 3'ose dire une petitesse sans exemple . Protestava ugualmente contro gli Inglesi presenti a Firenze che, lungi dall'essere come in passato ricchi desiderosi d'istruirsi, ora vi venivano per ce économ.iser, pour fronder leur gou-vernement et répandre leurs idées libérales .1} Ma, troppo intento a seguire le piste di mercanti d'armi, carbonari e napoleonidi non esercitò forse uguale controllo sui propri ospiti: nel marzo 1821 un abate che frequentava la sua casa per leggervi Ariosto fu arrestato per attività carbonare.3)
Nulla d'interessante da rilevare nei suoi dispacci relativi a Ferdinando e la duchessa di Floridia, di passaggio a Firenze. La Maisonfort svolse un ruolo storicamente importante dopo l'arrivo a Firenze di Carlo Alberto; i dispacci di quell'epoca, assai ostili all'Austria, sono già stati ampiamente studiati.3)
Napoli. Lamartine. Dell'attività dell'ambasciata francese a Napoli abbiamo un testimone eccezionale, anche se non sempre attendibile, nella persona del poeta Alphonse de Lamartine. Reduce dai trionfi parigini delle Méditations e novello sposo, il poeta, sotto l'egida di potenti protettori, intraprendeva la carriera diplomatica proprio allorché la tranquilla sede di Napoli cui era stato assegnato, si trasformava in un vulcano.4) La sua attività diplomatica fu limitata; rimase a Napoli solo sei mesi e soggiornò a lungo a Ischia. Coadiuvò realmente Fontenay solo nel cruciale mese di dicembre; dopo si ammalò. A questo periodo risale la sua Ode per la nascita del duca di Bordeaux che, nella versione originale, risentiva troppo dell'atmosfera napoletana e creò qualche imbarazzo a Parigi. Vi sono numerose lettere scritte dal poeta da Napoli ove le impressioni suscitate dal clima politico trovano un'eco più genuina che negli scritti posteriori. Nelle memorie politiche e nella storia della Restaurazione è già un altro Lamartine
*) 27 settembre 1820, Toscane 162 ((.'.imitile): sorveglianza, ecc., ivi 13 e 16 dicembre 1820. Britannici, p. 25; passaporti francesi, p. 25 e disp. 13 dicembre cit.
2) L'abate Benzi. La Maisonfort a Pasquier, 3 maggio 1821, Toscane 163.
8) Cfr. parttc. F. BOYKR, Charles Albert à Florence de 1821 à 1823 d'apre* les depéches du Marquis de La Maisonfort, in Rivista storica toscana, a. VII (1962), n. 2, pp. 171-186.
*) Le vicende personali e letterarie di Lamartine 1820 sono narrate in gran dettaglio nel citato libro di LevaiBant. Ivi anche il testo originale delFOtfe, trovato negli Archivi Fontenay.