Rassegna storica del Risorgimento
FRANCIA RELAZIONI CON IL REGNO DELLE DUE SICILIE 1820-1821; REG
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1968
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201
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La politica napoletana della Francia 201
che parla, ed il giovane diplomatico vi appare quale l'avrebbe voluto l'uomo più maturo che scriveva. Se questa rivalutazione del proprio ruolo a fianco di Fontenay, che in lui aveva trovato un amico e non un collaboratore, è facilmente comprensibile non si può dire altrettanto di altre deformazioni della verità. Tra queste è da annoverarsi la esaltazione del ruolo svolto dal Salvo al fianco di Fontenay, ma soprattutto le lodi al dignitoso Re ammirato a Roma mentre trattava con Fardella, allorché l'inglorioso incontro ebbe luogo a Firenze.1)
Primo corriere a giungere a Napoli dopo la rivoluzione, Lamartine fu colpito inizialmente dal contrasto tra città romantica e capitale costituzionale: <c Entendez-vous faire des motions au pied du sacre tombeau de Virgile! et voyez-vous des clubs de carbonari dans les temples de Baia et Pouzzoles! .2) Ma gli inizi furono difficili. L'ambasciatore Narbonne era troppo severo ed esigente. La società lo ignorava. La situazione migliorò col-l'arrivo di Fontenay, che già a Firenze lo aveva accolto assai amichevolmente. Egli gli concesse anche una lunga vacanza a Ischia, e solo all'acutizzarsi della crisi precedente la partenza del Re ricorse regolarmente ai suoi servigi. Lamartine vi si applicò entusiasticamente anche se solo per breve tempo. Trovava appena il tempo di stilare brevi lettere ai suoi amici. Dimentico dei primi rimpianti bucolici, riferiva loro che forse mai ce depuis les grands jours de Rome, ces rivages n'ont retenti d'accents de liberto aussi énergiques. L'Italie les répète tout bas. II serait dans notre intérèt national d'y applaudir: il est dans notre morale et dans notre principe de ne pas les favouriser; nous marchons, à ce qu'il me semble, entre ces deux lignes .
1) In Mémoires Politiques (voi. XXXII degli Oeuvres Complets), Paris 1863, p. 154. Fontenay e L. sarebbero stati secondati dans ces loyales tentati ves da Salvo, Sicilieri remuant, homme de beanconp d'esprit, agréable à la foia aux deux partis, et portenr de paroles non comprommettants entre les ambassades étrangères, la cour et les hommes d*État da noaveaa regime. Fontenay ne riferiva per la prima volta a Fasquier il 21 dicembre {PAMAE, Naples 144): il passe Sci pour nn intri-gant... ne jouit pas d*nne grande consideratoli panni ses compatriotes... ma negli atti dell'ambasciata vi era una lettera di Bicbelien che lo raccomandava a Narbonne. Campochiaro riferiva al Vicario che Fontenay e Salvo travagliarono i nostri deputati (8 dicembre 1820). Salvo insisteva per essere mandato a Parigi, ed asseriva che Fontenay aveva chiesto di inviarvelo conte corriere. Campochiaro lo protesse anche dopo le dimissioni, Gallo gli era contrario. Alti, voi. V, p. I, pp. 215, 211-2.13 e 201. Per Ferdinando a Roma, Mémoires cit, p. 163. Ivi, pp. 119 e 162, parla di Fontenay e Lamartine chiamati segretamente a palazzo dal Re, ecc. Fontenay riferiva al PaBcraier, (17 novembre 1820, Naples 144) che il 15 aveva avuto l'onore di presentare al Re cM de la Martine, qui sans negliger le servire dn Roi , era stato nuovamente ispirato por un événement bien fait pour réveiller les Muses Francaises (la nascita del duca di Bordeaux). Cfr. anche Mémoires cit, pp. 110-112: al suo arrivo Narbonne aveva già passato le consegne a Fontenay (che era ancora a Firenze) e questi en quelques beures gli aveva dato la clef de la simation et le secret des afFaires! 8) V. DB LAIVMRTINE, ed., Correspondance de Lamartine, voi. IH, Paris, 1874, p. 17.