Rassegna storica del Risorgimento

FRANCIA RELAZIONI CON IL REGNO DELLE DUE SICILIE 1820-1821; REG
anno <1968>   pagina <202>
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202 Vladimiro Sperber
Ma il 10 dicembre, ultimo sprazzo prima della grave malattia, aggiungeva: Nous nous attendions qu'il serait tragique: il a été plat. Le Parlement a été adroit et habile . l>
Nello stendere le memorie Lamartine e Fontenay, royalistes raison-nables , gli apparvero partigiani più resoluti di una politica avventurosa. Fontenay, d'accordo col Lamartine, aurait, s'il eùt été libre, propose son intervenlion et sa médiation conditionnelles au roi et à la revolution consti­tutionnelle moderée . Ma da Parigi essi ricevevano inizialmente istruzioni conciliants et ambigus causa della incertitude de direction qui nous commandai t une abstention assez bienveillante verso il governo costituzio­nale cui si poteva anche faire espérer une médiation. francaìse de famille purché adottasse la Charte o la costituzione britannica. E ciò essi vollero insinuer al Vicario ed ai suoi ministri e confidentiellement aux prìn-cipaux chefs de la revolution moderée dans le parti vainqueur . Blacas in­vece inviava istruzioni assolutamente contrarie. Finalmente, però, Pasquier concedette loro libertà d'azione e fiducia sufficienti per poter tenir avec quelque autori té le langage un peu aventuré des mediateurs .
Lamartine storico descrisse la politica di Fontenay, condivisa da La­martine, con tratti ben più decisi. Essi avevano compreso la necessità pour la France constitutionnelle de se populariser en Italie, en se faisant, non Pauxiliaire des révolutions, mais l'arbitre imposant et obéi entre les révo-lutions et les trònes, et surtout l'antagoniste de l'Autriche . Fontenay, as­sai influente ovunque, avrebbe raccomandato la modération ai costitu­zionali e la condescendence a Ferdinando. A Parigi avrebbe poi consi­gliato la résistance aux injonctions du Nord et l'arbitrage hardiment ef-fectué par la France, au doublé titre de puissance constitutionnelle e di­nastia borbonica, tra Italia ed Austria. Con la loro politica i due miravano a rectifier la Constitution incomplète des cortes, et prendre ensuite sous la protection de la France l'indépendance de l'Italie .s)
Napoli. Incompatibilità. Raymond Jacques Marie duca de Narbonne-Pelet doveva la sua nomina ad ambasciatore di Sua Maestà Cristianissima a Napoli alla propria fedeltà di émigré ed ai legami d'amicizia che legavano la duchessa ai Borboni. Un lungo congedo estivo doveva annualmente ri­compensarlo della sede poco redditizia. Forse l'inutile attesa di questo raf­forzò io zelo assolutista che lo spinse a scrivere dopo la rivoluzione napole­tana che era contrario ai suoi principi ce conserver des fonctions auprès d'un souvernement révolutionnaire . Fu autorizzato a rientrare all'arrivo di
1) li, p. 70.
2) LAMARTINE, Mémoires cit, pp. 150-156.
s) LAMARTINE, Restauration cit, pp. 325-326.