Rassegna storica del Risorgimento

FRANCIA RELAZIONI CON IL REGNO DELLE DUE SICILIE 1820-1821; REG
anno <1968>   pagina <204>
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Vladimiro Sperber
bonne portò al Blacas un gros paquet di lettere reali e di Circello, prin­cipalmente per Ruffo, Appena uscito dal Regno inviò un lungo rapporto al governo per prevenire i possibili intrighi del principe Cariati, inviato a Parigi dal governo costituzionale. Cariati ricevette il consiglio di procedere lentamente, appunto perché il dispaccio potesse precederlo a Parigi. Nar-honne vi esponeva la situazione del Re, che si voleva costringere a riprendere le proprie funzioni che, come già in Sicilia, aveva paternamente delegato al figlio per non compromettersi, o ad abdicare. Della stessa opinione era il Vicario, i cui principes politiques non erano à heaucoup près, cerne du Roi . Una idée prédominante preoccupe l'esprit du Roi, celle de sa sureté personnelle, qu'il craint de voir au premier moment menacée donde il desiderio di uscire dal Regno. Alla vigilia della sua partenza Narbonne aveva convocato il generale Guglielmo Pepe e profferito solenni minacele nel caso si fosse osato attentare alla vita od alla libertà del Sovrano. Il gene­rale lo aveva rassicurato, aggiungendo, però, che in caso di invasione stra­niera la famiglia reale sarebbe stata portata al sicuro in Calabria. Personal­mente giudicava Napoli incapace di rassembler un esercito. Anche ove essa vi fosse riuscita, l'esercito si dissiperai! au premier choc . Napoli non sarebbe stata difesa, ma forse si potevano organizzare delle ce guerril-las nelle provincie.l)
Napoli. Fontenay. Destinato a Napoli sin dall'ottobre 1819, il cava­liere Anne Louis Gabriel de Fontenay vi giunse soltanto il 9 settembre 1820. Nato nel 1784, di famiglia realista ma rimasto in Francia, si era dedicato all'avvocatura. Nel 1816 mons. Cortois de Pressigny, allora ambasciatore francese a Roma, patrocinò la sua carriera diplomatica. Fu a Napoli una prima volta in occasione del matrimonio di Carolina col duca di Berry, quindi a Firenze. La sua carriera non fu molto brillante: dopo Napoli fu a Pietroburgo e nel Wiirtemberg. Il poco che di lui sappiamo lo dobbiamo alla sua amicizia col Lamartine a Napoli. Levaillant, che ne fu lo storico, potè consultare l'archivio della famiglia de Fontenay ove, è lecito supporre, potrebbe trovarsi altro materiale più direttamente pertinente alla sua atti­vità politica a Napoli.2)
A Napoli il Fontenay trovò una situazione assai complicata, e raffrontò coraggiosamente e non senza abilità, ma con scarso successo. Molte furono le critiche, anche aspre, rivoltegli dagli ultras e dai liberali. Il più violento fu Metternich, che sul Francese riversò la propria ira per il messaggio reale
fatto nulla e oline nn6erc Einsthntnnng ). Il Re scrisse poi al Bailo: non mi sono indirizzato die all'Austria, e mai a venni altra Potenza... Ivi, p. 352.
1) Narbonne a Pnsquier, 22 settembre 1820, da Roma. Nuples 143. E, per Cariati, cir. ivi, 26 settembre, Fontenay a Pnsquier.
2) LEVAILLANT, Lamartine, pp. 29 passim.