Rassegna storica del Risorgimento

FRANCIA RELAZIONI CON IL REGNO DELLE DUE SICILIE 1820-1821; REG
anno <1968>   pagina <211>
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La politica napoletana dalia Francia
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L'opera dì persuasione ministeriale e francese nei confronti dei depu­tali continuava a ritmo intenso, e Campochiaro era ottimista. Il Parlamento fu convocato in seduta segreta, ed il ministro degli Esteri presentò i vari dispacci da Parigi opportunamente modificati, Da questo carteggio risal­tava cosi L'Indipendente che il cavalier Brancia in una conversa­zione avuta con persona di alto rango della corte di Francia aveva pene-irato che si poteva ottenere la mediazione di miei re, purché si fossero fatte alla costituzione le modifiche stabilite sulle seguenti basi. Camera de' pari; abolizione della deputazione permanente del parlamento; consiglio di stato a scelta esclusiva del re; veto illimitato; iniziativa del budget e delle leggi al re; facoltà di sciogliere il parlamento . '> Il Parlamento rispondeva con un messaggio al Re rifiutando di chiedere una mediazione che comportava tanti umilianti sacrifici. Lo stesso giorno, 5 dicembre, giungevano a Napoli i corrieri da Troppau, ed i ministri delle tre potenze chiedevano ufficial­mente a Campochiaro un colloquio col Re.2* Le trattative diplomatiche che ne seguirono sono troppo note perché se ne riparli in questa sede, e d'al­tronde il rapporto di Fontenay collima con quello, pubblicato, del Menz. È importante notare qui che Ferdinando, giusta le istruzioni ricevute, aveva immediatamente consegnato ai diplomatici l'accettazione scritta dell'invito dei sovrani. Mettermeli in tal modo si trovava in possesso della prova inop­pugnabile che un eventuale rifiuto successivo non emanasse dalla libera volontà del Re. Conseguentemente il Parlamento non poteva che decidere affermativamente; riuscì invece a condizionare il proprio assenso.8)
I ministeriali, già sconfitti in Parlamento, decisero di profittare della nuova circostanza per affrontare i deputati con mezzi più. energici. li cre­devano impauriti dalle minacele già precedentemente invocate, e li posero di fronte non a proposte, bensì al fatto compiuto. Tutti i diplomatici colla­borarono all'impresa. Il messaggio reale al Parlamento, stilato da Zurlo, discusso coi diplomatici nella reggia, poi modificato e ridiscusso l'indomani, comunicava sic et simpliciter la partenza del Re (che costituzionalmente era soggetta all'assenso parlamentare), la sospensione dei lavori parlamentari, e le basi del nuovo regime: libertà individuale e reale, nessuna discrimi­nazione nella composizione dei corpi dello Stato, nessuna imposta non auto­rizzata dalla nazione legittimamente rappresentata, rendiconto finanziario alla nazione ed ai suoi rappresentanti (questo concetto rimane sempre vago).
1) Campochiaro al Vicario, 4 dicembre 1820, ivi, p. 195: ho tolto un articolo che poteva nuocerci. L'Indipendente (Napoli) 9 dicembre 1820.
2) Atti, voi. II, pp. 303 sgg. e 358.
8) Cfr. relazione Menz, Atti, voi. V, p. II, p. 396 passim. Lettera llufTo-Mettcrnirh, 20 dicembre 1820, Atti, voi. V, p. Il, 429431. Tutte le istruzioni erano state inviate al Re da Blacas con 5 giorni di anticipo sull'arrivo a Napoli dei corrieri da Troppau. Be al Vicario, Atti, voL V, p. I, p. 199.