Rassegna storica del Risorgimento

FRANCIA RELAZIONI CON IL REGNO DELLE DUE SICILIE 1820-1821; REG
anno <1968>   pagina <212>
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312 Vladimiro Sperber
Inoltre si sarebbe chiesto l'assenso dei a rappresentanti alle leggi; responsa­bilità ministeriale, lista civile e libertà di stampa (ce resti questa salvo le ne­cessarie leggi restrittive; Menz si era opposto alla liberta di stampa). Infine la promessa che nessuno sarebbe stato molestato per la partecipazione alla ri* voluzione. *) D'accordo col corpo diplomatico, Zurlo inviò anche il famoso messaggio agli Intendenti, che fu pubblicato da tutti i giornali. In esso si annunziava senz'altro la partenza del Re e si esigeva che la popolazione restasse calma. 2> Furono ripetuti tutti i oc tentativi di seduzione , accom­pagnati da promesse pecuniarie. Fontenay fu particolarmente attivo in que­sta fase. Ma si trattava solo di un aspetto, ed il meno importante, del colpo di Stato. Erano stati previsti e programmati sistemi ben più convincenti, os­sia il ricorso alle armi. Carrascosa stesso assunse il comando militare del colpo di Stato. Egli contava su un reggimento fedele al Re, e sulla Guardia Reale. Il progetto esatto non ci è noto, perché le relazioni tramandateci dai contemporanei sono alquanto contraddittorie. Esso fu comunque sconfitto dalla improvvisa e massiccia presenza di preponderanti forze carbonare im­mediatamente fatte affluire a Napoli dalle provincie. È anche possibile che gli assolutisti fossero riusciti a convincere gli ufficiali della Guardia Reale che i murattiani volessero tradirli. Zurlo aveva anche approntato un detta­gliato progetto per esautorare tutte le autorità elette, e sostituirle con uomini di provata fede politica.3)
La contemporanea stampa napoletana fornisce ampi resoconti, non privi di humour, del tentato colpo di Stato. A proposito di colpi di Stato, scriveva TI Censore: H nostro, (giacché grazie al ministro senza difficoltà [Zurlo] è toccato anche a noi di averne uno nel breve periodo costituzionale), il no­stro sorge tutto nuovo, mostrandosi non rosso di civil sangue, ma coverto di fischi, al pari d'una cattiva commedia . Denunciate tutte le mene mini­steriali tendenti ad un ritorno alle istituzioni del decennio ed al discredito
1) Cfr. Atti, voi, II, pp. 361-362 e 98-99.
2) Cfr. cronaca giornaliera della crisi, Fontenay a Pasquier, PAMÀE Naples 144, 7 dicembre 1820.
8) All'arrivo dei carbonari la Guardia Reale vacillò e i colonnelli Goco e Woefcinger supplicavan a desistere. La congiura dicean inganno de' Murattiani: espor la guardia all'ire popolari. P. CALA TJLLOA, Intorno alla stona del Reame di Napoli di Pietro Colletta. Annoiamenti, Napoli, 1877, p. 399. Per Zurlo, il messaggio dcll'8 dicembre... era la sua estrema risorsa ed il suo colpo di stato. Egli si atten­deva la più violenta opposizione, ma contava sull'esercito per sciogliere il parlamento e per contenere i sediziosi. Tutte le misure erano state prese in precedenza col gene­rale Carrascosa e col duca di Calabria . Ma poi Carrascosa inviò a Zurlo un ufficiale per informarlo che ritirava le sue promesse, non potendo più contare sull'adesione dell'esercito . G. BAVARESE, Tra rivoluzioni e reazioni. Ricordi su Giuseppe Zurlo. 1759-1828, Torino, 1941, pp, 97-98. Zumo, Misura da adottarsi per assicurare la tran­quillità del Regno durante l'assenza di 'Sì fri.-il Re in Museo Centrale del Risorgimento, Raccolta Nelson Gay.