Rassegna storica del Risorgimento

HUIZINGA JOHAN; STORIOGRAFIA
anno <1968>   pagina <220>
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Salvatore Russo
più che di storico, giustificaia da un concetto della cultura come gioco die rappresenta il momento dell'evasione, dell'avventura spirituale al di là dei problemi concreti della realtà.
Ad imo storico siffatto ben si addice lo studio dei momenti crepuscolari della storia, dei momenti di crisi in cui la sensibilità dello storico si esercita nel compito di evocare quegli stati d'animo e quelle situazioni psicologiche collettive in cui stancamente si ripetono gli ideali culturali già costituiti. Per questa capacità di riecheggiare i momenti di crisi e di trapasso Huizinga è diventato nel giudizio collettivo lo storico di un mondo culturale ormai defi­nitivamente scomparso, prima entrato in crisi con la prima guerra mondiale e poi dissoltosi nel ventennio tra le due guerre, il mondo culturale della Mittel Europa* di cui Cantimori ha tracciato un quadro storico efficacissimo nell'in traduzione alla seconda edizione del 1962 della Crisi della Civiltà.:)
Questo mondo composto da aristocratici della cultura, da quegli spiriti liberi che vedevano compromesso e quindi distrutto l'ideale conservatore di una cultura cosmopolita e raffinata, estranea se non ostile al recente ingresso delle masse nella storia politica, è un mondo legato ad una cultura nazionali stica e borghese e in fondo interessato al culto delle patrie nazionali, certo un mondo profondamente europeo costituito con l'apporto di uomini come Rilke, Stefano Zweig, Mann, Romain Roland, gli stessi Adorno e Jaspers.
Di questo mondo culturale Huizinga sarebbe il saggista e lo storico, ma uno storico capace di concepire la storia solo come una vetrata istoriata J> per citare una fortunata frase di C. Antoni. a) Il suo stesso studio sul Medioevo riguarda una civiltà nel momento del suo tramonto e non l'inizio o il culmine di un'età culturale, così come la sua polemica con l'interpretazione burchkhard-liana del Rinascimento è dettata dall'ostilità verso una interpretazione prima verile e progressiva di un grande fenomeno culturale.8) Uno storico della erìsi dunque che è personalmente il simbolo di un mondo in crisi e che tut­tavia nell'ora della prova non si limita a ripetere il profetico discorso in fondo astrattamente protestatario della Crisi della Civiltà x>, ma paga di persona con la testimonianza della sua vita la condanna di quella violenza irrazionale che si esemplifica nel razzismo e nel nazismo.
Il rigore e il coraggio di questa testimonianza che fanno pensare ad un valido mondo morale e ad una fede solida e costruttrice, ripropongono già di per sé il discorso su Huizinga, ma questa osservazione peraltro già fatta nella critica italiana posteriore al secondo conflitto mondiale non basta a spiegare l'odierna edizione degli scritti huizinghiani. Evidentemente ora si vuole of­frire al lettore italiano la possibilità di un contemporaneo raffronto tra l'opera storiografica di Huiginza e la sua ricerca storica, con la esplicita intenzione di avviare la critica italiana ad un ripensamento, se non ad un ro­vesciamento delle proprie conclusioni.
La prima parte del volume dello Huizinga è dedicata a due scritti sto riografìci significativi. Il primo, del 1929, riguarda la definizione del concetto di storia, il secondo comprende le famose quattro conferenze di Santan der, lette dall'autore in un corso estivo del 1934 nell'università della stessa città. A parte
i) J. HUIZINGA, La Crisi della Civiltà, Torino, Einaudi, 1962, 2' ediz. con intro­duzione a cara di D. CANTIMOIU, pp. V1I-XXXII. 2) C. ANTONI op. ciu, p. 193. 8} D. CANTIMOHI, op. eff* p. 315.