Rassegna storica del Risorgimento

GIORNALI UNGHERIA 1848-1849; GUERRA DEL 1848-1849; ITALIA STORI
anno <1968>   pagina <230>
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230 Magda .Jósaay
corte.1) Ma già Vasàrnapi Ujsàg, mentre ironizza sulla strana idea dei Lont-bardi di astenersi dal ramare, idea che incontrerebbe la disapprovazione della classe colta più ragionevole,") si fa portavoce dei timori di Vienna preoccu­pandosi cbe l'esempio di Napoli spinga le altre province italiane a reclamare la costituzione: infatti aggiunge, valendosi di un paragone di sapore popo­laresco se Torso ha fiutato il miele, non la smette più di desiderarlo >.s)
È chiara, nell'atteggiamento dei giornali antìliberali di fronte alla que­stione delle province austriache in Italia, l'ispirazione di Vienna, preoccupata per la crescente agitazione e per le ripercussioni che potrà avere sulle popo­lazioni degli altri paesi dell'impero. Per l'Austria, consapevole dei perìcoli che minacciano il suo dominio in Italia, è particolarmente importante poter contare sull'appoggio dell'Ungheria, che fornisce un notevole contingente alle sue truppe d'occupazione nel Lombardo-Veneto e che, da parte sua, presenta pure sintomi inquietanti di tendenze anticonformiste. Uno degli argomenti di persuasione è quello della necessità storica di nn forte impero austriaco, bar* riera e difesa contro il peso schiacciante del mondo slavo pericolo forte­mente sentito dagli Ungheresi, circondati come sono da popolazioni prevalen­temente slave. E già nell'editoriale del 2 gennaio, Budapesti Hiradó, prospet­tando i pericoli del panslavismo, tiene ad assicurare che l'Austria difenderà l'Ungheria da ogni attacco nemico. Per conseguenza, dovere di tutti gli Ungheresi è far sì che la potenza dell'impero non venga mai intaccata da nessuno .
Un altro argomento di cui si vale la propaganda di Vienna è il presentare la potenza austriaca come rappresentante del principio della stabilità contee1 le tendenze sovversive di sinistra. In tal modo, col definire i moti lombardi come opera della demagogia rivoluzionaria comprendendo nella categoria mazziniani, repubblicani, radicali e socialisti di ogni genere si spera di alienare dai patrioti italiani la simpatia di quei ceti liberali, costituiti preva­lentemente dalla classe media, che sono per natura avversi alle tendenze di estrema sinistra, È questo il pericolo che viene addotto per spiegare gli arni amenti della Sardegna, da molti attribuiti a intenzioni ostili all'Austria. La Sardegna, come l'Austria, sarebbe egualmente minacciata da quanto avviene nelle sue immediate vicinanze, in Lombardia e in Svizzera. '')
Nello stesso tempo, si fa l'apologia del governo austriaco in Italia. Nemzeti Ojsàg. riportando un articolo dell'Ósterreichischer Beobuchter, attribuisce al­l'Austria una missione divina e chiama a testimonianza tutti coloro che hanno visitato le sue province lombardo-venete per confermare che la lingua e i costumi della popolazione sono sempre -rispettati come nel resto della peni­sela. E non si perita di qualificare il governo austriaco in Italia nazionale
) Pesti Hlrlap, t febbraio. Una sola volta, reagendo all'asserzione óeìPAttge-meine Zeitung di Augusta secondo coi i Lombardo-Veneti desidererebbero ottenere una costituzione sul tipo di quella ungherese, il giornale si lascia sfuggire questo commento ironico: Buona fortuna, allora ; noi la cediamo volentieri, pur di ot­tenerne un'altra in cambio. Ma ohe cos'ha mai di tanto desiderabile?... Strano co-Vattene colui: che, desiderando avere un'arma, vuole yojrte requisito ch'essa aia ar­rugginita! . (Ibidem, 24 febbraio).
59 Vasàrnapi lìjaag, 28 gennaio.
s> Ibidem, 20 febbraio.
4) Budapesti Hiradó 3 febbraio.