Rassegna storica del Risorgimento
GIORNALI UNGHERIA 1848-1849; GUERRA DEL 1848-1849; ITALIA STORI
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1968
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231
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L'Italia del Quarantotto e l'Ungheria 231
nel senso più stretto della parola, minacciando rappresaglie inesorabili a chi osasse ribellarglisi. J)
Infine, ultimo argomento valido, l'esercito di Radetzky che viene paragonato a quello di Eugenio di Savoia. Dopo l'elenco delle forze che lo compongono e l'esaltazione della disciplina e della devozione dei soldati per il loro generale e per l'imperatore, un ammonimento rivolto ai sognatori che, prima che la lotta sia iniziata, cantano inni di gloria dalle redazioni dei loro giornali: le truppe austriache, irritate dagli ultimi avvenimenti, non avranno bisogno di nuovi stimoli per affrontare gli eroi della guardia civica .2)
Le conquiste di marzo.
Né il gabinetto di Vienna, né i sostenitori del vecchio ordine possono più trovare mezzi efficaci per rafforzare l'edificio barcollante della monarchia assoluta, attaccata contemporaneamente da più parti. I liberali ungheresi, nonostante le reticenze della stampa e la lentezza con cui arrivano le notizie, non tarderanno a rendersene conto e a cogliere l'opportunità fornita loro da certe coincidenze.
Le rivoluzioni scoppiate nei primi mesi del '48 e i mutamenti costituzionali avvenuti in alcuni Stati italiani danno la spinta al partito d'opposizione per imporre risolutamente il suo programma.3) Tale programma, che prevede da un lato importanti riforme sociali atte a trasformare la vecchia società
i) Se però ima piccola frazione di elementi malcontenti, i cui principi e direttive sono ignorati dalla stragrande maggioranza del popolo italiano, se dunque questa minoranza, contrapponendosi alla religione, alla storia e alle tradizioni dell'Italia e ribellandosi apertamente contro il diritto statale e civile di tutta Europa a nome di una finzione utopistica chiamata nazionalità, intendesse fondere tutta l'Italia in una squallida massa rivoluzionaria, e ciò unicamente per dare più ampio terreno all'avidità, alla vanità e all'ambizione dei capi, l'Austria, memore dei suoi doveri di grande potenza europea e del bene dei popoli affidati alle sue cure, oserà affrontare questo nazionalismo sia in Italia che altrove. Nemzeti Ujsàg, 6 febbraio. 'g Budapest! Hìrtuló, 13 febbraio; v. anche JVemselt Vjsag, 20 febbraio.
3) n 18 febbraio, infatti, il deputato Mór Perczel, poi generale dell'insurrezione ungherese, così scrive a Kossuth : Credimi Luigi mio, molto, moltissimo si potrà fare ora. In Europa si sta preparando un gran dissolvimento. In Ungheria ratto sta mutando, tutto è entusiasmo. Basta che i capi siano coraggiosi e risoluti e la patria sarà salva . Annunzia, quindi, che nelle prossime riunioni provinciali in Teìna, a Komarom e a Pesi intende proporre il ritiro delle truppe ungheresi dall'Italia e la concessione della costituzione alle popolazioni delle province ereditarie. E. WALHAI'FEL, A forradalom és azabadsàgharc levelestàra (Carteggi della rivoluzione e della guerra d'indi pendenza J, voi. I, Budapest, 1950, p. 75. E il 3 marzo il deputato Karoly Tolnay cosi si rammarica: Assistiamo a scene magnifiche che si stanno svolgendo nel teatro politico dell'Europa, e con tutto .ciò noi Ungheresi non siamo capaci di uscire dalle meditazioni quotidiane per risolvere almeno qualche problema un pò* importante di trasformazione... Una settimana fa ha cominciato ad affermarsi qui. l'idea che in mezzo ai movimenti delle province ereditarie e dclTItnlta converrebbe che anche gli Ungheresi facessero qualche passo un po' notevole, ma sempre legale. Ibidem, pp. 85-86. V. lettera dello stesso al conte Kazmér Balthyàny, del 25 febbraio, in I. DEÀK, A szabadsagliarc ìtorténete levelehben, uhogyan a kortàrsak- hiiròk , (Storia, della guerra d'indipendenza nelle corrispondenze, vista dai contemporanei), Budapest, 1942, p. J