Rassegna storica del Risorgimento

GIORNALI UNGHERIA 1848-1849; GUERRA DEL 1848-1849; ITALIA STORI
anno <1968>   pagina <232>
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232 Magda Jószay
fendale dell'Ungheria in società borghese con l'abolizione dei privilegi della nobiltà e la soppressione dei più duri oneri che gravavano sulla classe dei contadini, l) avrà dall'altra, come obiettivo principale, il conseguimento dell'in­dipendenza politica del Regno d'Ungheria attraverso la creazione di nn proprio ministero indipendente e responsabile e di un sistema parlamentare basato sn una nuova legge elettorale più estesa.
Il programma viene formulato in un progetto di indirizzo al sovrano che Kossuth leggerà nella seduta della Dieta del 3 marzo. Nel lungo discorso intro­duttivo Foratore con la consueta eloquenza suggestiva che finisce sempre per conquistare l'uditorio rievoca le proprie dichiarazioni dell'anno precedente circa l'antagonismo esistente tra il sistema assolutistico dell'impero absburgico e l'indirizzo costituzionale che da tre secoli, fin dall'offerta della corona alla dinastia obsburgica, il suo paese cerca gelosamente di conservare, per accen­nare poi ai grandi mutamenti politici avvenuti nel frattempo all'estero e deplo­rare che nulla si sia ancora fatto, da parte del governo di Vienna, per porre rimedio a quei gravi inconvenienti. Una dinastia avverte che si appoggi alla libertà dei suoi popoli può suscitare entusiasmo: non così un governo buro­cratico. L'avvenire della dinastia è legato all'unità morale e spirituale dei suoi popoli e non agli uffici e alle baionette. Ma questa unità potrà sorgere solo attraverso le istituzioni costituzionali accordate a tutti, con la salvaguardia della nazionalità dì ciascun popolo.
La parte finale dell'indirizzo al re riprende lo stesso concetto: esprime la preoccupazione della Dieta per i sintomi di agitazione che si notano in alcune parti dell'impero, legato all'Ungheria con la Prammatica Sanzione,2) e compro­mettono la pace così necessaria allo sviluppo delle libere istituzioni richieste dalla nozione. Indica poi come cagione dei mali il sistema governativo del­l'impero e, protestando la fedeltà e l'attaccamento al trono degli Ungheresi, raccomanda al sovrano, come più sicuro riparo alle disgrazie che potrebbero
l) In Ungheria non esisteva quasi, nella prima metà dell'800, una borghesia propriamente detta. Tutti i diritti politici erano in mano alla nobiltà, di numero considerevole su 20 cittadini uno era nobile e ripartita a sua volta in alta, media e piccola nobiltà. Le due ultime categorie piccoli e medi proprietari, fun­zionari statali, professionisti costituivano quella classe media che era sostenitrice delle riforme, mentre la borghesia cittadina, commercianti e industriali di numero irrilevante, era prevalentemente di origine straniera. La maggioranza della popo­lazione di circa 12 milioni era composta dai contadini viventi in condizioni di di­sagio e di civiltà arretrata, mentre mancava quasi completamente la classe operaia: in tutta l'Ungheria, il numero degli artigiani e manovali non superava i 117.000. F. Ferro A magyar sxabadsógharc (La guerra d'indipendenza ungherese), nel volume Europa tavasza (La primavera d'Europa): 1848, Budapest, 3.a.. pp. 70-75. Le riforme sociali muovevano, oltre che da considerazioni di carattere economico, dalla neces­sità fortemente sentita dai liberali di colmare le distanze esistenti tra le varie elùsi è ottenere l'adesione e l'appoggio delle masse, rimaste fino allora quasi estra­nce alla vita politica. F. ECKHART, op. rit., p. 81.
9) Li Ungheria, per Prammatica Sanzione si intendeva la legge 1723, art. I, II e UT, che estendeva anche a questo paese il diritto ereditario del ramo femminile di Casa d'Asburgo alla corona; in compenso assicurava l'osservanza da parte del sovrano dei diritti costituzionali dell'Ungheria. 11 paragrafo 4 dell'art. 1 stabilisce che l'erede delle province ereditarie della dinastia sarà nello stesso tempo il sovrano d'Ungheria e dei suoi territori annessi; indi i legami indissolubili tra quest'ultima e l'impero, che comportano anche l'obbligo della reciproca difesa.