Rassegna storica del Risorgimento

GIORNALI UNGHERIA 1848-1849; GUERRA DEL 1848-1849; ITALIA STORI
anno <1968>   pagina <234>
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Magda Jàszay
nella pubblicistica ungherese. Pesti JJirhip, il 17 marzo, esce con la scritta sotto la testata : La slampa è Ubera! . E, il 24 marzo, introduce un articolo polìtico con questa premessa: Noi che finora avevamo appena la facoltà di registrare i fatti, e questi anche mutilati, possiamo da ora in poi esporre senza riserve le nostre idee sulla politica estera non solo del nostro Paese, ma del' rimpero austriaco . Con l'approvazione delle richieste della Dieta da parte del sovrano e la nomina del primo ministero presieduto dal conte Luigi Batthyàny, già capo dell'opposizione alla Camera dei magnati Koesuth ottiene il portafoglio delle finanze il partito conservatore e aulico, attaccato vio­lentemente dai liberali come sostenitore del vecchio ordine e ostacolo alla rigenerazione del paese, ai adatta alle circostanze e rinunzia a ogni tentativo di opposizione. I suoi organi di stampa si schierano immediatamente con la corrente dominante. Nemzeti Ujsóg esalterà calorosamente le conquiste liberali e cambierà titolo;3) il nuovo direttore di Budapesti Hiradó, Karoly Vida, dichia­rerà ai lettori che, cambiati i tempi, dovranno necessariamente cambiare gli uomini,2 e cercherà di conseguenza di conformarsi alla nuova atmosfera senza poter evitare, per questo, di rimanere continuo bersaglio dei giornali più intransigenti. Sorgono, uno dopo l'altro, nuovi periodici che si faranno portavoce di tendenze più o meno radicali; il giornalismo ungherese vive un suo periodo di fioritura e di effervescenza. II numero dei periodici, dai 65 pubblicati nel­l'anno precedente, raggiungerà i 152.3l Molti scrittori si dedicano al giorna­lismo: diventano direttori o collaboratori fissi di fogli, alcuni dei quali avranno vita effìmera, anche per le drammatiche vicende della guerra e le difficoltà materiali della pubblicazione e della diffusione. Nell'atmosfera euforica della libertà finalmente conquistata, quando idee e aspirazioni lungamente represse possono trovare sfogo e consenso, il governo, che pur deve la sua esistenza a quella conquista, si vede costretto a esercitare un'azione moderatrice. Com­posto prevalentemente di elementi tutt'altro che radicali, si opporrà risoluta­mente a ogni tendenza sovversiva o demagogica, mantenendosi scrupolosamente entro i limiti della legalità. Ciò soprattutto per la situazione particolarmente delicata in cui viene a trovarsi nei nuovi rapporti con la corte, dove l'ambiente del sovrano debole e indeciso cercherà fin dall'inizio di contrapporsi alle tendenze autonomistiche dell'Ungheria.
Senza cedere nelle questioni essenziali che possono intaccare i nuovi diritti costituzionali appena conquistati come i portafogli delle finanze e della guerra che Vienna vuole comuni per Ungheria e Austria il governo unghe­rese si sforzerà tuttavia di evitare ogni urto con la dinastia, protestando in ogni occasione l'attaccamento e la devota fedeltà della nazione al re. Questo atteg­giamento, giudicato pieno dì compromessi dai radicali, attirò ben presto le
di denunciare al competente tribunale l'autore di quelli ritenuti riprovevoli. In segno di protesta, la gioventù di Pesi bruciò, in piazza un. esemplare della legge. Pesti Ilirlnpf 18, 23 marzo.
U J, FEBENCZY, op. cù, p. 344. Il giornale, diretto da Karoly Vida, dui 1 maggio sarà intitolato Nemzeti'politiktii hirlup. Pesti llirlap del 30 marzo osserva a pro­posito, non senza ma certa ironia: Nemzeti Vjsàg ha dato provn di una elasticità degna dì meraviglia. Si era coricato come altea conservatore e si ò: alzato all'indo* mniii come radicale.
2) J. FEHENCZY, Op. GÌt., p. 419.
8) B. DEZSÉNVI, A mngytir Jiirlupìradalam l848<49-ben (La pubblicìstica unghe rese nel 184849J, in Irotlaiimaoriénet, 2849, fase I, p. 116.