Rassegna storica del Risorgimento
GIORNALI UNGHERIA 1848-1849; GUERRA DEL 1848-1849; ITALIA STORI
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1968
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237
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L'I lidia del Quarantotto e l'Ungheria 237
la folla sai t'aiti recenti in Lombardia. Per Ini la causa della rivolta è l'esasperazione della popolazione per le condanne e le esecuzioni capitali che colpivano chi preferiva la patria e hi nazione al terrorismo. Parla delle crudeli rappresaglie ordinate dal comandante, bollato ormai d'infamia dall'opinione pub Mica, e annunzia il trionfo finale della rivoluzione II giornale aggiunge, in base a fonti private, che le notizie milanesi avrebbero indotto Vienna a cedere alla richiesta ungherese in merito ai due portafogli contesi, e osserva con amara ironia che, per ottenere un governo ungherese responsabile, a Vienna si è dovuto versare il sangue dei cittadini e, per avere i dne ministeri in questione, occorreva che a Milano scorressero rivoli di sangue e si proclamasse la repubblica. *)
La palese soddisfazione per la conclusione trionfale delle Cinque Giornate è accompagnata da un senso di disagio per la presenza di soldati ungheresi nelle truppe di Radetzky. Ed è perciò che la stampa coglie con prontezza l'opportunità fornita da una lettera proveniente da Milano, per annunziare ai lettori che durante la rivoluzione i militari ungheresi si sarebbero astenuti dalla lotta contro la popolazione, facendo onore alla loro nazione . t) Nello stesso tempo, non si risparmiano ironiche frecciate all'invineiblle esercito del vecchio maresciallo.3)
Gli avvenimenti nel Lombardo-Veneto hanno messo l'Italia al centro dell'attenzione generale. Se nelle settimane precedenti le cronache di politica estera dedicavano lunghe colonne alle notizie provenienti dalla Francia e dalla Germania, ora il problema italiano, che interessa più direttamente l'Ungheria in quanto si tratta di una provincia dell'impero, viene esaminato e discusso negli editoriali. Il recente Màrcius Tizenotodike presenta come premessa ai suoi lettori, ritenuti forse non sufficientemente informati, un quadro storico-geografico del Lombardo-Veneto definendolo una delle più belle province d'Europa, con una popolazione ricca, forte e potente . Rammenta l'antica civiltà, il primato nella musica e nell'arte e descrive la moderna società lombarda ripartendola nell'aristocrazia animala da sentimenti nazionali, nella borghesia ricca e amante dell'indipendenza e nel popolo bello e poetico, che ha conservato anche durante l'oppressione la sua fisionomia originaria *. Rievoca poi le guerre napoleoniche, dopo le quali il popolo fiero, ricco, civile e di sangue nobile abituato alla libertà, dovette subire, per l'ingiusta violenza delle potenze del Nord, la servitù dell'incivile politica austriaca. L'articolo, con una visione dell'Italia quale unità indivisibile, qualifica un patto contro natura l'aver stac-
1) Jelenkor, 30 marzo. La perplessità di Vienna di fronte alle rivendicazioni ungheresi si rivela anche dalla lettera che 1 arciduca Stefano, luogotenente palatino d'Ungheria, scrive a Ferdinando I il 24 marzo. Ammettendo i pericoli della situazione, prospetta tre soluzioni: 1 Ritirare tutte le forze armate dall'Ungheria e abbandonarla alia rivoluzione; 2 Trattare con Batthyàny in merito alle nuove istituzioni richieste; 3 Nominare un commissario regio e mettergli a disposizione nuovi contingenti militari per ristabilire con la forza l'ordine di prima. Data, però, la situazione nelle altre province e l'eventuale necessità di inviare nuove truppe in Galizia e in Italia, egli sconsiglia la terza soluzione e raccomanda la seconda. J. DEAK, op. cit pp. 4546,
2) Pesti Hirlap, 28 e 30 marzo; Munkàsoh Ujsàgja (settimanale fondato per gli operai dallo scrittore Miliàly Tóncsics, il 2 aprilo) 1 n,; Èlethèpeìc, 2 aprile; Màrcius Tizenotodike, 27 marzo.
s) Pesti FI irlap, 4 aprile; tlazàrih, 22 aprile.