Rassegna storica del Risorgimento

GIORNALI UNGHERIA 1848-1849; GUERRA DEL 1848-1849; ITALIA STORI
anno <1968>   pagina <238>
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238 Magda Jàszay
calo da una grande nazione civile le sue regioni settentrionali per consegnarle all'impopolare Austria che. secondo la sua abitudine, le tratta com'è una colonia destinata a pagare i debiti del governo centrale . Il giornale passa quindi in rassegna i provvedimenti oppressivi della politica metternichiana e dipinge la cupa esasperazione della popolazione che la rivoluzione di Vienna ha tramutato in aperta rivolta. Quel giorno rileva l'autore le province austriache hanno imparato a conoscersi: ora;, attraverso la stampa libera, impa­rano che il nemico comune era il governo viennese col suo assolutismo. *)
Tre giorni dopo lo stesso giornale ribadisce ancora il concetto di un'Italia unita e indipendente con quel tono violento nei riguardi dell'Austria che caratterizza la stampa radicale. Reagendo alla notizia di un giornale austriaco semiufficiale circa l'eventualità di una rinuncia dell'Austria alle sue province italiane, osserva con sarcasmo che la generosità è fuori luogo quando non c*è più altra via di scelta. L'Austria spera forse che un membro della dinastia riesca a ottenere la corona dell'Alta Italia. Ma gli Italiani sanno per esperienza che tipo d'indipendenza sia possibile sotto un sovrano austriaco. Essi non vogliono più la costituzione, ma l'unità che permetta loro di entrare nella grande fami-glia dei popoli europei. E veramente, conclude il giornale, nessun'altra nazione ne è più meritevole di quella italiana. )
Il settimanale Mimkàsok Ujsàgja, fondato e diretto per i lavoratori dallo scrittore autodidatta Mihàly Tàncsics, nutrito degli scritti socialisti del tempo, annunzia fin dal suo primo numero la separazione del Lombardo-Veneto dal­l'Austria e si indigna del modo come i sovrani e i governi disponevano nel pas­sato di paesi e di popoli, quasi si trattasse di lande incolte e di greggi che vi pascolano . Ma ciò era soprattutto dovuto, asserisce lo scrittore, alla vile passività dei popoli stessi. Ormai i tempi sono cambiati e i popoli sono consa­pevoli dei propri diritti.8)
Se i giornali radicali, apertamente ostili ali*Austria, approvano senza riserve la separazione del Lombardo-Veneto dalla monarchia, salutandola come libera manifestazione della volontà popolare contro l'oppressione dei dominatori, i giornali moderati, schierati con la politica del governo impegnato a risolvere pacificamente le gravi vertenze con Vienna, considerano la questione con mag­gior distacco. Prendono in esame soprattutto le conseguenze che interessano i futuri destini dell'Impero e l'Ungheria quale parte integrante di esso. Cosi Pesti Hirlap ai dichiara contrario al dissolvimento della monarchia, che non ritiene vantaggioso agli interessi dell'Ungheria, ma riconosce nello stesso tempo la necessità di conformarsi alla realtà dei fatti che indicano indubbiamente l'imminenza di un radicale mutamento se non della completa disgregazione dell'assetto dell'impero austriaco. Partendo poi dalla considerazione che il Lombardo-Veneto ha ormai cessato di farne parte, mette in rilievo che ogni tentativo di riconquistare questo bel regno non farebbe che complicare i pro­blemi dell'impero . Suggerisce anzi di concedere la libertà anche alla Galizia, dopodiché l'Austria verrebbe a trovarsi in una posizione più naturale e sicura . Espone, quindi, le prospettive che si aprirebbero alla dinastia con la sua adesione alla futura confederazione degli Stati tedeschi e con l'influenza che il re d'Ungheria potrebbe esercitare Bui principati danubiani fino al Mar
t) Marcius Tixenotddtko, 4 oprile. 2) Ibidem, 7 aprile.
s) Mnnkùsok Ujsiigja* 2 aprile.