Rassegna storica del Risorgimento
GIORNALI UNGHERIA 1848-1849; GUERRA DEL 1848-1849; ITALIA STORI
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1968
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240 Magda Jàssay
simpatia della nazione italiana: Nemzeti suggerisce pertanto al ministero di adoperarsi in tal senso presso la dinastia.
Il conservatore Budapest* Hiradó, nel riportare l'editoriale di Nemzeti U.jsàg, si dichiara d'accordo, ma non può fare a meno di mostrarsi preoccupato per le disastrose conseguenze finanziarie che la perdita delle province italiane potrebbe arrecare all'impero. Consiglia quindi di provvedere per ovviare al pericolo. *)
Ma i timori di Budapesti Hiradó, che sollevano un problema all'ordine del giorno nella stampa austriaca da quando comincia a prospettarsi l'eventualità della perdita dei possessi italiani, non trovano eco negli altri giornali ungheresi. II Nemzeti, anzi, esprime il parere che l'Austria si inganni quanto all'utilità economica di quelle province, che vengono paragonate a un oggetto di lusso, decorativo sì, ma costoso. 0 si potrà mai sperare - chiede il giornale usando una immagine alquanto bizzarra che la Lombardia cambi carattere e da anguilla che cerca in ogni momento di sgusciare via dalla rete dell'impero si tramuti in un fedele cane da guardia che difenda la nostra porta? Mai! . Non è quindi nell'interesse della monarchia conservare quel territorio: perché combattere allora? ~)
Ma soprattutto, perché far combattere i soldati ungheresi in Lombardia, per una causa che la loro nazione si rifiuta di riconoscere giusta? É questa la protesta che la stampa e l'opinione pubblica ungherese sollevano energicamente. Un comizio popolare riunitosi a Pest decide di presentare una petizione al governo per il richiamo delle truppe ungheresi dall'Italia. Si dichiara che la nazione ungherese non può permettere che i suoi soldati vengano adoperati per l'oppressione degli Italiani che combattono per la propria libertà.3) L'assemblea decide di pubblicare un proclama diretto agli Italiani in risposta a quello latino del governo provvisorio di Milano rivolto agli Ungheresi. Il documento, a nome del comitato di Pest, assicura i fratelli italiani della simpatia ungherese e annunzia l'intervento fatto presso il ministero in merito al ritiro dei contingenti ungheresi dal fronte italiano.4) L'assemblea del radi*
t) B udii pesti Hiradó, 9 aprile. Si tratta del grosso debito pubblico contratto dall'Austria al tempo delle guerre napoleoniche, una parte del quale grava sulle province italiane. In Ungheria si prevede che con la perdita del Lombardo-Veneto l'Austria avrebbe cercato di addossare al Regno d'Ungheria parte di quéi debiti. Infatti, il 7 aprile il re aveva indirizzalo nna lettera all'arciduca palatino Stefano esigendo che l'Ungheria assumesse a proprio carico 200 milioni di fiorini, un quarto dell'ammontare totale del debito, da pagarsi in rate di dieci milioni all'anno, in forma di imposte. M. HOBVÀTH, Magyarorszàg fùggetlenégi harcónak tSrténete (Storia della guerra d'indi pendenza d'Ungheria) 1848-49, Pest, 1871, voi. 1, p. 18. E il 27 aprile, Jelenkor fa presente che il governo di Mettermeli aveva contratto un debito di 1200 milioni di fiorini; fino a quel momento Vienna aveva contato sulle risorse naturali dell'Ungheria e sui 60-70 milioni annui e cavati alle povere province italiane > ; ora vuole che l'Ungheria paghi 200 milioni, versando 10 milioni all'anno,
2) Nemzeti, 9 maggio. E Pesti Uirlap rincalza: il mantenimento delle forse armate in Italia costa almeno un milione di fiorini al mese: lasciando Ubera l'Italia il deficit cesserà. Non solo, ma stringendo con essa legami amichevoli, potrà essera terreno per vantaggiosi scambi commerciali.
s) Pesti Hirlap, 12 aprile.
*j N. CAMPANINI, 1 proclami latini diretti dagli Italiani ai soldati ungheresi, la Rassegna storica del Risorgimento, 1919 pp. 543-571.